+Europa Brianza

“Per ospitare i pazienti Covid non gravi utilizziamo i vecchi ospedali”

Altra urgenza è quella di incrementare il personale sanitario, medico ed infermieristico.

“Per ospitare i pazienti Covid non gravi utilizziamo i vecchi ospedali”
Monza, 15 Novembre 2020 ore 07:32

“Per ospitare i pazienti Covid non gravi utilizziamo i vecchi ospedali”. Altra urgenza, sottolinea +Europa Brianza, è quella di incrementare il personale sanitario, medico ed infermieristico.

“Per ospitare i pazienti Covid non gravi utilizziamo i vecchi ospedali”

Anche +Europa Brianza, con una nota diffusa dalla coordinatrice provinciale Ilaria Botti, interviene sulla delicata, difficile situazione che Monza e la Brianza stanno vivendo sotto il profilo sanitario a causa dell’emergenza Coronavirus.

+ Europa invita innanzitutto a riflettere il tema della sanità territoriale. “Da un lato – si sottolinea –  ci sono i grandi ospedali, come il San Gerardo di Monza e quello di Desio, che hanno ormai abbondantemente superato la loro capacità. Dall’altro ci sono i piccoli presidi ospedalieri che, negli ultimi decenni, sono stati demansionati o utilizzati per scopi diversi (come gli ospedali di Lissone, Seregno o Giussano) o chiusi (come l’ospedale Vecchio di Monza e l’ex Civile di Vimercate) a seguito della realizzazione di nuovi complessi”.

Di qui la proposta: “perché non utilizzare alcuni di questi spazi che, almeno dal punto di vista logistico, sono già inquadrati come strutture sanitarie e quindi facilmente riadattabili?

“In alcuni casi, come per l’ospedale di via Solferino a Monza o quelli di Vimercate, gli spazi ci sono e sarebbe sufficiente che le Aziende ospedaliere o la stessa Regione Lombardia si adoperassero a sistemare i padiglioni più nuovi e meno malconci per riadattarli a ospitare i pazienti Covid non gravi.

“Stessa sorte anche per quegli ospedali (Lissone che ospita pure la Clinica Maugeri, o gli ex nosocomi di Seregno e Giussano) che negli anni sono stati riadattati per esigenze differenti ma che, in un periodo di emergenza come questo, potrebbero tornare utili per recuperare posti letto in maniera rapida“.

Il tema della carenza di strutture per malati non gravi però non è l’unico, c’è anche il problema della carenza personale. Soprattutto il San Gerardo è in sofferenza per le centinaia di medici e infermieri contagiati o in quarantena a causa del coronavirus “è quindi necessario che le aziende ospedaliere e la stessa Regione si attivino per un incremento significativo del personale sanitario medico e infermieristico purtroppo ‘decimato’ dalle positività”.

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