«Il ricorso è stato respinto: dovrò chiudere il mio bar, togliere tutto, parcheggi compresi. Valle Guidino perderà un punto di riferimento». E’ la delusione espressa dal titolare del bar «Numero 1», Erich Motto, di Besana in Brianza, appresa la notizia del rigetto del ricorso da parte del Tar della Lombardia contro l’ordinanza di sgombero del Comune.
Il bar Numero 1 sarà smantellato
Un epilogo che arriva dopo battaglie legali e petizioni popolari: Erich Motto aveva infatti raccolto oltre 500 firme per salvare il locale che svolge anche il servizio di edicola e tabaccheria. Una decisione, quella del Tribunale amministrativo, che conferma la legittimità dell’azione intrapresa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Emanuele Pozzoli. Una vicenda che è stata oggetto anche di scontri politici.
«Tutti hanno detto troppo – sottolinea il primo cittadino – Noi, con la solita pazienza che ci contraddistingue, abbiamo aspettato perché sapevamo di aver fatto le cose correttamente e il giudice ci ha dato ragione. Rimane il dispiacere per come si è evoluta questa vicenda – afferma Pozzoli – Il problema nasce dalla convenzione sottoscritta nel 2003: a me è toccato l’onere di applicarla. Sono gli oneri e gli onori che deve accettare un sindaco. Certo, avrei preferito conservare il bar ma quella convenzione non l’ho firmata io 23 anni fa».
Raccolte oltre 500 firme per salvare il locale
Per il gestore la questione non è solo tecnica, ma politica: «La Giunta Pozzoli tutta avrà la colpa di non essersi impegnata per un’attività importante per la frazione, fregandosene delle oltre 500 firme raccolte e non avendo voluto trovare una soluzione» ha dichiarato Motto attraverso i canali social. A seguito del mancato rinnovo della convenzione, scaduta nel 2023, che legava ente pubblico e privato da due decadi e dell’archiviazione della procedura di alienazione dell’appezzamento di via Don Mazzolari avviata nei mesi scorsi, l’Amministrazione comunale ha disposto la rimozione di chiosco, marciapiede e posteggi per restituire a Villa Borella ciò che è di sua proprietà così come si presentava originariamente, una distesa d’erba a destinazione residenziale che tornerà sul mercato una volta liberata.
La delusione del titolare
Contro questa decisione, Motto ha dato il via a una raccolta firme per ottenere una prelazione sulla vendita del terreno sul quale sorge il suo bar: petizione che ha superato le cinquecento adesioni. «C’è grande interesse da parte della gente – aveva sottolineato Motto in occasione della raccolta firme – Il mio bar è da anni un punto di riferimento per il quartiere, l’unico in zona. Vent’anni fa qui a Valle Guidino non c’era nulla: io ho portato un servizio, ho dato lavoro a quattro dipendenti, il bar è diventato un punto di aggregazione. Facendo così tolgono lavoro a me, alla mia figlia e un servizio alla cittadinanza». «Era previsto dalla convenzione, stipulata all’epoca, che dopo 20 anni l’area tornasse al Comune senza bar e parcheggi – precisa il sindaco – Non solo. Il titolare dell’attività ha anche versato una fideiussione a garanzia del fatto che, trascorsi i vent’anni, avrebbe demolito il bar».
Il servizio completo è pubblicato anche sul Giornale di Carate in edicola da martedì 31 marzo 2026.