La persona non risponde e non respira. Che fare?

Un corso di cinque ore per insegnare le buone pratiche di rianimazione cardiopolmonare, organizzato dalla Croce Bianca di Biassono con il patrocinio del Comune di Vedano al Lambro

Cronaca 27 Ottobre 2017 ore 22:51

La persona è a terra, non risponde e non respira. Cosa fare?

Il corso di rianimazione cardiopolmonare

E’ una questione di secondi. Ci si trova di fronte a una persona stesa a terra, che non risponde e non respira. Cosa fare? Una domanda alla quale hanno risposto i soccorritori della Croce Bianca di Biassono questa sera, venerdì 27 ottobre, nel corso di una serata patrocinata dal Comune di Vedano al Lambro nella Sala della cultura di via Italia.

La persona è a terra, non risponde e non respira. Cosa fare?

Due momenti

“Il percorso è diviso in due tappe – ha spiegato il soccoritore e relatore della serata, Francesco Citterio – Il primo momento è quello teorico. Si insegnano tutte quelle competenze utili per ottenere l’abilitazione all’uso del defibrillatore. Domani, sabato 28, negli spazi della scuola media di via Italia andrà in scena la seconda parte, quella delle esercitazioni pratiche”.

La persona è a terra, non risponde e non respira. Cosa fare?

La prima parte

“Si inizia tracciando una panoramica sul 112 e sul numero unico europeo – ha proseguito il relatore – A seguire un video: è il racconto di una ragazza di soli 18 anni che ha subito l’arresto cardiaco. Questo per spiegare che l’età non conta, l’arresto può colpire chiunque. Poi si passa al protocollo vero e proprio, con tutte le buone pratiche da seguire in caso di soccorso a persone che sembrano in arresto”.

L’evento

L’iniziativa organizzata dalla Croce Bianca di Biassono è patrocinata dal Comune di Vedano al Lambro ma diretta a tutti quegli operatori che operano sul territorio nelle società sportive. “Saranno 77 le nuove certificazioni che rilasceremo – ha continuato Citterio – Dieci, invece, saranno gli utenti che faranno solo un aggiornamento, in quanto già in possesso di abilitazione all’uso del defibrillatore”.

Il Dae

“Sfatiamo un mito – ha precisato il soccorritore nel corso della serata di venerdì – Il defibrillatore non serve a far “ripartire” il cuore. E’ indispensabile solo quando le cellule cardiache iniziano a lavorare in modo scomposto, e quando, cioè, il cuore non pompa più in modo sufficiente. Il Dae resetta il cuore e con il suo utilizzo consapevole, si spera che l’organo riparta in modo ritmico. La fase dei battiti scomposti si chiama fibrillazione ventricolare ed è la prima dell’arresto”. Qui il protocollo da seguire in caso di soccorso a persone in arresto cardiaco anche presunto.

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