Picchiata per anni, allontanato il convivente

Il Tribunale ha imposto all'ex compagno, un imprenditore italiano 60enne, il divieto di avvicinarsi alla donna.

Picchiata per anni, allontanato il convivente
25 Novembre 2018 ore 10:57

Picchiata, insultata e minacciata per anni. Proprio alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorre oggi, domenica 25 novembre, da Capriate San Gervasio emerge un altro dramma.

Picchiata per anni

Ieri sera i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno dato esecuzione alla misura cautelare applicativa dell’allontanamento dalla casa familiare con il contestuale divieto di avvicinamento nei confronti di un 60enne italiano, ex imprenditore. Da anni la convivente, una 55enne, veniva picchiata e minacciata e le violenze col passare del tempo erano peggiorate.

Più volte in ospedale

In almeno tre circostanze la donna si è addirittura dovuta rivolgere al Pronto Soccorso  dopo essere stata pestata. In un’occasione (luglio 2018) era stata scaraventata a terra, al culmine di un violento litigio, sbattendo così la testa a terra. In un’altra occasione, invece, consumatasi a ottobre 2018, la donna aveva subito un pugno sulla schiena e un tentativo di strozzamento. Soltanto l’intervento del figlio 25enne della coppia aveva fatto desistere il 60enne violento. Sempre a ottobre, quest’ultimo aveva cercato di soffocare la vittima, sferrandole poi anche una testata in pieno volto, procurandole così una frattura scomposta alle ossa nasali.

Continue minacce

Si parla poi di reiterate minacce di morte, nelle quali l’uomo, per condizionare la donna, le diceva che era inutile che si rivolgesse ai Carabinieri, che non avrebbero appunto – a suo dire – fatto in tempo a salvarla. In una circostanza, dopo essere stata picchiata, per evitare che chiamasse i militari, alla 55enne era stato sottratto il telefono cellulare. Il tale circostanza, per evitare che chiamasse qualcuno, l’ex convivente le aveva rotto anche la sim card.

Un crescendo di violenze

I due stavano insieme da quasi 30 anni. Dopo i primi anni di pacifica convivenza, il 60enne, gradualmente, aveva iniziato ad avere atteggiamenti sempre più aggressivi e dispotici. Anche la madre della vittima era stata minacciata e aggredita. Si parla di lanci di oggetti (in un caso una fioriera) e altro ancora. In un’altra occasione, l’uomo aveva gettato dalla finestra il computer del figlio, ritenendo che lo usasse troppo.

Paura di denunciare

Per molti anni la vittima di questa “gabbia familiare” aveva evitato di sporgere denuncia, nonostante venisse ripetutamente picchiata, temendo la reazione del compagno. Era stata a volte costretta a rifugiarsi a casa di amici e familiari. Aveva anche subito la sottrazione di alcuni gioielli, ritrovati poi presso dei compro oro a cui si era rivolto l’uomo.

Tentativo di avvelenarla

Addirittura una volta, nel cestino del pranzo che la donna aveva portato al lavoro, questa aveva trovato una sostanza diserbante. Aveva poi scoperto, tramite un agricoltore amico del compagno, che era stato quest’ultimo a procurarsela. Tra i vari e ripetuti episodi criminosi, anche il danneggiamento dell’autovettura della donna. A volte, l’uomo, umiliandola, le diceva che era la sua “serva”, incitando anche il figlio a trattare male la madre. La 55enne, oramai in uno stato di profondo dolore e prostrazione, aveva iniziato anche ad assumere dei calmanti per contenere l’ansia.

Denunce ritirate

Le prime denunce fatte dalla donna alcuni anni fa erano state poi ritirate dalla stessa, con la speranza che il convivente cambiasse e che non venisse più picchiata, cosa purtroppo però mai avvenuta, anzi. Negli ultimi tempi la 55enne, stremata da questa situazione di violenze, si era però fatta coraggio denunciando tutto quanto ai carabinieri e da qui l’inizio delle certosine indagini.

L’epilogo

Ieri sera, quindi, l’epilogo con l’esecuzione del provvedimento cautelare personale da parte del Comando Stazione di Capriate San Gervasio, emesso dal Gip del Tribunale di Bergamo, Federica Gaudino, su richiesta del Pm Davide Palmieri, che parla di “indole violenta e crudele”. Oltre ai maltrattamenti aggravati in famiglia, sono state contestate al violento ex convivente anche le lesioni personali aggravate. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal Gip del Tribunale orobico.

 

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