Dibattito

Ponte dei Leoni sfregiato: sit-in “contro la cultura maranza”

Il presidio di Gioventù Nazionale sotto la statua danneggiata da un gruppo di minorenni

Ponte dei Leoni sfregiato: sit-in “contro la cultura maranza”

Un sit-in, come loro stessi lo hanno definito, “contro la cultura maranza”. Nella serata di ieri, giovedì 22 gennaio 2026, esponenti di Gioventù Nazionale, si sono ritrovati sul Ponte dei Leoni, a Monza, davanti alla statua sfregiata il primo dell’anno da un gruppo di minorenni.

Ponte dei Leoni sfregiato

Un’iniziativa, ha spiegato Alessandro Taddei – referente provinciale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia – “voluta per ribadire una verità che troppi fingono di non vedere: il disagio giovanile non si combatte con il silenzio né con l’ideologia. In questa occasione abbiamo promosso nuovamente l’iniziativa che abbiamo chiamato Sbarazziamoci della cultura maranza: una proposta concreta per portare strutturalmente nelle scuole le testimonianze di chi è uscito da percorsi di alcol, droga e violenza anche grazie ai centri di recupero”.

Sit-in “contro la cultura maranza”

Durante il presidio, a cui ha preso parte anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Monguzzi, è stato anche ricordato (riprendendo quanto ricostruito dallo storico locale Ettore Radice) come le quattro statue in marmo di Carrara, opera dello scultore milanese Antonio Tantardini che le realizzò agli inizi della sua attività artistica, “furono risparmiate persino durante la guerra. Ciò che non è stato distrutto dalle bombe in tempo di conflitto, è stato distrutto dai maranza”. E’ stato inoltre evidenziato come “di fronte a un atto vandalico compiuto da minorenni non dobbiamo solo indignarci, ma anche farci domande sul ruolo della famiglia, sulla povertà educativa e sul come prevenirla”.

La riflessione dell’assessora

Una riflessione sull’episodio è arrivata anche dall’assessora Arianna Bettin (di orientamento politico opposto), che invita a moderare i toni del dibattito: “Il leone è stato messo in sicurezza, i responsabili sono stati identificati e chi deve pagare, pagherà secondo legge – ha scritto – Duole e spaventa accorgersi che di fronte a un coordinamento eccezionale degli enti coinvolti e a un procedimento che porterà all’accertamento di responsabilità e pene, stia montando una violenza viscerale, espressa per ora fortunatamente solo a parole, che non si accontenta delle certezze delle autorità, non si accontenta del risultato delle indagini, così come non si accontenterà delle pene”. E aggiunge: “esiste una stratificazione di fallimenti di sistema che non fa distinzione etnica, non fa distinzione di classe, e che genera problemi sociali gravi, profondi, di cui vediamo appena la punta dell’iceberg quando si esprimono con atti vandalici o di violenza. A Monza come altrove. E che invece di berciare “dagli al maranza”, servirebbe che gli adulti stessero più vicini ai giovani. A tutti i giovani, soprattutto a quelli più difficili”.