Ponzoni al centro estetico, una pena che fa discutere

Oggi la commenta anche Aldo Grasso sulla prima pagina del Corriere della Sera.

Ponzoni al centro estetico, una pena che fa discutere
Seregnese, 06 Gennaio 2019 ore 08:48

Ponzoni al centro estetico, una pena che fa discutere, oggi la commenta anche Aldo Grasso sulla prima pagina del Corriere della Sera.

Ponzoni al centro estetico

Davamo notizia qualche giorno fa della scarcerazione dell’ex assessore regionale Massimo Ponzoni, condannato in via definitiva per le tangenti sull’urbanistica al Comune di Desio, e del suo affidamento in prova in un centro estetico di Seregno, a poca distanza da casa sua e da dove ha sempre fatto politica. Una notizia che aveva fatto discutere e suscitato tanti commenti. Poco lusinghieri.

Oggi anche il noto giornalista e critico televisivo Aldo Grasso ha voluto commentare la pena dalla prima pagina del maggiore quotidiano nazionale. Nella sua rubrica “Padiglione Italia” il titolo già dice tutto: “Quando la pena si espia al resort”. Con la finezza che gli è consona, il giornalista e professore universitario ha commentato: “la galera non redime, lo sappiamo, è solo per i poveri cristi. L’affidamento in prova ai servizi sociali  prevede che Ponzoni vada a stare dai genitori a Desio e a lavorare alla ‘Medical resort’, un luogo già da lui frequentato , specializzato in medicina, estetica, nutrizione, wellness training”.

Quindi Grasso ricorda i casi di Ligresti e Bossi; per il primo i famigliari avevano chiesto di far scontare il residuo di pena come “pr” nella società della sorella o come designer di arredamento. Richiesta che venne respinta. Mentre Bossi avrebbe voluto “espiare” fra i banchi di Montecitorio. Respinta anche la sua richiesta. Per Ponzoni, viceversa, i giudici pare siano stati più clementi, anche se c’è da dire che il provvedimento è provvisorio, in attesa che si riunisca il Tribunale di sorveglianza. Visto il clamore suscitato dalla notizia c’è ancora la possibilità di un ripensamento.

Grasso chiude il suo pezzo sulla prima pagina del Corriere della Sera con un commento amaro: “Accanto al reddito di cittadinanza ci vorrebbe un’indennità di umiliazione per chi osa ancora pagare il fio”. Difficile dargli torto.

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