Premi all’innovazione 2018 la Brianza vince con “Il kit della salsiccia fai da te”

L’idea è di Davide Nava, imprenditore agricolo di 23 anni, che a Roncello conduce un allevamento di maiali.

Premi all’innovazione 2018 la Brianza vince con “Il kit della salsiccia fai da te”
Vimercatese, 24 Luglio 2018 ore 14:41

Dal kit per la salsiccia fai da te ai mille gusti del giardino da mangiare, dal vignaiolo custode di antiche varietà ai mirtilli della bellezza. Sono queste alcune delle idee che si sono aggiudicate i premi all’innovazione giovane in agricoltura per il 2018, consegnati dalla Coldiretti Lombardia a Milano.

Premi all’innovazione per giovani agricoltori

“Sono progetti che nascono grazie all’estro delle nuove generazioni di agricoltori – spiega Ettore Prandini, Presidente regionale di Coldiretti –, che testimoniano la loro inventiva e la loro capacità di adeguarsi alle esigenze dei consumatori e del mercato”. Diverse le storie di successo illustrate durante la premiazione nella sala conferenze di Palazzo Reale nel capoluogo lombardo, alla presenza di giovani agricoltori provenienti da tutte le province lombarde.

I premiati della Lombardia

I premiati 2018 della Lombardia sono: Ettore Toso dell’Azienda agricola Mulino Tibis di Rodero (Como) per la categoria Impresa 3.Terra; Giovanni Mazzucotelli del vivaio Res Naturae di Introbio (Lecco) per la categoria Creatività; Davide Lazzari della società agricola Lazzari di Capriano del Colle (Brescia) per la categoria Sostenibilità; Davide Nava dell’azienda agricola Nava di Roncello (Monza Brianza) per la categoria Campagna Amica; Enrico Montonati dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese) per la categoria Fare Rete; Enrico Gotti della Oikos Cooperativa Sociale di Villa d’Almè (Bergamo) per la categoria Noi per il sociale.

Categoria Campagna Amica: “Il kit della salsiccia fai da te”

Un kit per la salsiccia fai da te con materia prima a Km zero: è l’idea di Davide Nava, imprenditore agricolo di 23 anni, che a Roncello in provincia di Monza e Brianza conduce un allevamento di maiali. Per rispondere alle esigenze dei consumatori che vogliono prepararsi a casa da soli questi insaccati, arricchendoli a piacere con spezie ed odori, Davide propone un vero e proprio set composto da: carne trita di primissima scelta prodotta in azienda, budello, sale e pepe tutto sottovuoto e spago. Nella confezione, inoltre, si trova un foglietto di istruzioni che spiega tutti i passaggi e una “patente del maiale”, con tutti i dati di tracciabilità dell’animale per garantire la massima trasparenza. “L’idea – racconta Davide – mi è venuta ascoltando le esigenze dei consumatori che frequentano il mio spaccio aziendale. Diversi mi hanno chiesto consigli per poter realizzare a casa la propria salsiccia con la carne della mia azienda, per poter così creare anche delle occasioni in cui stare insieme in famiglia. Ho quindi pensato di accontentarli, proponendo un’unica confezione che racchiudesse tutto questo”.

Categoria Creatività: “I mille gusti del giardino da mangiare”

Dalla Mertensia Maritima che sa di ostrica all’Acetosella dei boschi al gusto di ciliegia, dal fiore elettrico che se mangiato dona freschezza alla bocca fino alla “pianta della fonduta vegetale” che ha le foglie profumate di formaggio. A Introbio si trova il vivaio di Giovanni Mazzucotelli e di Maria Cazzaniga, un vero e proprio giardino bello da vedere e buono da mangiare: le piante ornamentali coltivate, infatti, sono anche commestibili. “Io e mia moglie Maria – racconta Giovanni Mazzucotelli, 27 anni – che conduciamo insieme l’azienda, ci siamo conosciuti alla Facoltà di agraria in università. Unendo la sua passione per la cucina e il mio amore per le piante, nella nostra azienda abbiamo fatto incontrare il giardino e la gastronomia”. Nel vivaio Res naturae si coltivano anche sette varietà di rabarbaro, pianta commestibile con diverse proprietà benefiche che l’azienda lecchese vende sia fresca sia trasformata in confettura, composta e nettare. “Oggi abbiamo all’attivo tremila piante – sottolinea Giovanni – e siamo la prima azienda italiana specializzata nella produzione di rabarbaro”.

Categoria  Sostenibilità: “Il vignaiolo custode di antiche varietà”

Il legame con il territorio lo ha ereditato dalla sua famiglia, che dal 1890 conduce un’attività vitivinicola a Capriano del Colle (Brescia). Una volta entrato in azienda, Davide Lazzarri ha voluto rendere sempre più sostenibile la produzione: da una parte valorizzando le proprietà dei terreni attraverso tecniche agronomiche come la lotta agli insetti con la confusione sessuale; dall’altra recuperando le antiche varietà locali dimenticate o in via di estinzione. Nel 2001, con la facoltà di Agraria dell’Università di Milano, Davide ha ritrovato e integrato nella sua produzione due cloni locali sconosciuti del XVI secolo di Marzemino. Da una decina d’anni, inoltre, sta lavorando al recupero di una varietà autoctona del Monte Netto riscoperta quasi per caso.

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Categoria Fare Rete: “I mirtilli della bellezza”

Dalla natura un aiuto per pelli sensibili e delicate: per questo nasce la linea di prodotti di agrocosmesi a base di mirtilli proposta da Enrico Montonati, 29 anni, titolare dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese). “Questi piccoli frutti – spiega Enrico – sono ricchi di vitamine e polifenoli che agiscono come vaso protettori e normalizzano la fragilità dei capillari. Inoltre, hanno proprietà antiossidanti e migliorano la sintesi delle fibre di collagene, diventando così un rimedio anti-age naturale”. Latte detergente, gel corpo, crema viso e siero viso sono i prodotti di questa linea di bellezza che Enrico realizza grazie alla collaborazione con un laboratorio di cosmetica naturale. “Nelle nostre creme e nei nostri gel – racconta Enrico – non ci sono prodotti di sintesi”. Oltre ai cosmetici, l’azienda di Vergiate produce anche succhi di frutta e marmellate di mirtilli senza l’aggiunta di zuccheri, coloranti e conservanti. “La nostra è un’impresa agricola di prima generazione – conclude Enrico Montonati – che ha deciso di dedicarsi alla coltivazione dei mirtilli per recuperare una tradizione del nostro territorio, proponendo però prodotti nuovi”.

Categoria Impresa 3.Terra: “La nuova vita dei gamberi di fiume”

I gamberi di fiume sono una specie in via di estinzione, quasi scomparsa dal territorio italiano. Ma Ettore Toso, imprenditore agricolo di 30 anni, ha deciso di tornare ad allevarli per portarli poi sulle tavole del suo agriturismo Mulino Tibis, nelle Prealpi della provincia di Como. “Abbiamo riadattato gli ex box per cavalli, allestendo l’allevamento con materiali di riciclo e di recupero – spiega il titolare dell’azienda agricola di Rodero – Grazie a una sorgente interna, questi rari e delicati animali che vivono solo in acque pulite possono crescere in un ambiente ossigenato e puro, fondamentale per la loro salute”. Oltre ai gamberi di fiume Ettore Toso alleva anche la trota fario, una varietà locale del pregiato pesce d’acqua dolce. “Partendo da queste due specie – spiega – prepariamo dei menù a base di pesce di fiume che poi proponiamo nel nostro agriturismo, alternandoli con altri piatti più tradizionali a seconda della stagionalità”. Nell’azienda agricola di Rodero si allevano anche bovini, suini, asini, conigli e avicoli. “E tutti pascolano allo stato brado” precisa Ettore Toso, che insieme alla famiglia ha ristrutturato l’azienda: dove prima le erbacce crescevano indisturbate, tra i resti di una struttura dismessa, ora ci sono stalle, frutteti, allevamenti e un’attività agrituristica ricavata in un mulino dell’Ottocento completamente ricostruito. “Abbiamo introdotto in azienda anche l’utilizzo di mezzi elettrici – conclude Ettore – E non abbiamo certo intenzione di fermarci qui con le innovazioni”.

Categoria Noi per il sociale: “Ripartire dalla terra, tra verde e filari”

Ripartire dalla terra e dai suoi frutti, per lasciarsi alle spalle un periodo buio della propria vita. È quello che succede tutti i giorni nelle attività di manutenzione del verde e di produzione vitivinicola promosse dalla Cooperativa sociale Oikos di Villa d’Almè, in provincia di Bergamo. Diversi soggetti deboli, con storie difficili o con problematiche di vario tipo, trovano una possibilità di rilancio attraverso la coltivazione di vigne e la cura di giardini e aiuole. “Negli ultimi dieci anni – spiega Enrico Gotti, Presidente della cooperativa – la crisi ha cambiato il contesto sociale del nostro territorio: sempre più spesso ci troviamo ad accogliere e reinserire nell’ambito lavorativo persone che non rientrano nella tradizionale concezione di disabilità, ma che vivono situazioni che li portano ai margini della società: mi riferisco ad esempio a chi perde il lavoro a cinquant’anni. Accanto a loro offriamo assistenza a coloro che hanno alle spalle un passato di dipendenze. Per tutti, il contatto con la terra è fondamentale: il rapporto diretto con la natura, la possibilità di vedere la vita che cresce e si sviluppa nei campi, aiuta questi soggetti a riprendere il contatto con la realtà e a tornare a interagire con gli altri”.

 

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