Protesta pacifica

Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti al San Gerardo “al fianco delle donne”

Appuntamento venerdì 19 febbraio dalle 15 alle 17, rispettando le norme anti Covid.

Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti al San Gerardo “al fianco delle donne”
Cronaca Monza, 15 Febbraio 2021 ore 14:33

Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti al San Gerardo “al fianco delle donne”. Appuntamento venerdì 19 febbraio dalle 15 alle 17, rispettando le norme anti Covid.

Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti al San Gerardo

“L’Italia è tra gli ultimi posti in Europa per occupazione femminile, parità di salario e possibilità di realizzazione professionale. Erano donne il 60% dei posti di lavoro persi nel 2020 a causa della pandemia, perché occupate con contratti a termine, nei settori dei servizi ricettivi, della ristorazione e nell’assistenza domestica, sono precarie, con orari part time, spesso involontari”.

Inizia con queste parole il volantino che Cgil, Cisl e Uil distribuiranno venerdì prossimo durante il presidio in programma nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, davanti all’ospedale San Gerardo a Monza.  Un’iniziativa per segnalare il fatto che le donne, nel mondo del lavoro, continuano ad essere penalizzate

“L’inadeguato finanziamento delle politiche sociali e per l’infanzia – proseguono i sindacati nelle loro rivendicazioni – riduce l’offerta di servizi pubblici con pesanti ricadute in termini occupazionali e sull’effettiva possibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro che diventa solo un esercizio di responsabilità individuale.

“La riduzione del perimetro pubblico nell’offerta di servizi sociali e sanitari riproduce un modello di welfare che grava ancora prevalentemente sulle donne: proprio nel 2020, con la pandemia, innanzitutto in Lombardia, sono emerse in modo clamoroso le conseguenze di un modello che riduce drasticamente i servizi territoriali e di prossimità, creando le condizioni per l’espansione dei soggetti economici privati”.

Tanti i servizi penalizzati negli ultimi anni

Tra i servizi più penalizzati, negli anni scorsi, vengono citati i consultori ed i servizi per la maternità consapevole e la tutela della salute della donna.

“Stare accanto alle donne che chiedono di interrompere una gravidanza – scrivono Cgil, Cisl e Uil – vuol dire difendere la loro libertà di scegliere, vuol dire respingere ogni volontà di colpevolizzazione delle donne e ogni tentativo di attaccare, vanificare o svuotare la legge 194”.

Di qui la presa di posizione “per garantire servizi sociali e sanitari pubblici e inclusivi e promuovere azioni volte a favorire la libera espressione, l’autodeterminazione e la crescita del ruolo delle donne nella società e nella famiglia, perché i diritti delle donne, la loro libertà di scelta sono condizione per una società democratica, per la libertà e i diritti delle donne e degli uomini”.

(Nella foto il presidio di Cgil, Cisl e Uil del 2020, sempre davanti all’ospedale, “per una sanità territoriale”)

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