Profughi a Lazzate, Monti: “Lavoreremo a due condizioni”

"Siamo pronti a lavorare per svelenire il clima, ma la Prefettura deve accettare due semplici condizioni: fermare tutto e sedersi ad un tavolo"

Profughi a Lazzate, Monti: “Lavoreremo a due condizioni”
16 Agosto 2017 ore 11:22

Profughi a Lazzate: interviene l’assessore alla sicurezza

Profughi a Lazzate: il nuovo post di Monti

“Siamo pronti a lavorare per svelenire il clima, ma la Prefettura deve accettare due semplici condizioni: fermare tutto e sedersi ad un tavolo”. Sono le parole di Andrea Monti, Assessore alla Sicurezza del comune di Lazzate, che ieri sul suo blog ha scritto un nuovo post sulla questione dei profughi che potrebbero arrivare nel borgo.

Le due richieste alla Prefettura

“Da via Prima si continua ad ignorare due nostre richieste molto semplici – scrive Monti –  primo, fermare ogni proposito di attuare il “blitz” a Lazzate, che significa arrivare di notte o di soppiatto e scaricarti nuovi “ospiti” senza aver avvisato nessuno. Secondo, avere la bontà di volersi mettere attorno ad un tavolo con il comune, verificando la correttezza di ciò che si sta portando avanti di nascosto”.

La tensione resta alta

Intanto la tensione continua ad essere alta nel comune brianzolo.

“Ci sono continui atti di sabotaggio da parte di ignoti – prosegue l’assessore. “Esecrabili e condannabili certamente, ma prevedibili. A questo punto cosa si aspetta? Dove si vuole che arrivi questa pericolosa escalation? Noi vogliamo la pace, siamo anche pronti a fare la nostra parte, soprattutto come amministrazione”.

Lazzate per la pace

“Lazzate e il suo Borgo amano la pace, la tranquillità, l’ordine e la pulizia” – conclude Andrea Monti sul suo blog. “Questi risultati non sono frutto del caso, si raggiungono dandosi delle regole e soprattutto facendole rispettare. Anche nelle torride giornate agostane, anche a ferragosto. Regole di civile convivenza e di rispetto tra gli abitanti di una comunità. Per questo non deve stupire se la reazione, di fronte alla notizia dell’installazione di un centro profughi nel Borgo, sia stata pronta e decisa, quasi da sembrare eccessivamente dura – scrive Monti. “Era tutto abbastanza prevedibile, nel momento che pareva come qualcuno, dall’esterno e volutamente di nascosto, stesse mettendo a rischio questa pace, violando le regole di civile convivenza.

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