Profughi scontenti scrivono al Prefetto VIDEO

Muffa nelle camere, elettrodomestici rotti da mesi e mai sostituiti, una doccia chiusa, poco cibo e vestiti inadeguati per affrontare l'inverno. Queste alcune delle critiche mosse dai 28 richiedenti asilo alla cooperativa che li gestisce e finite in una lettera sul tavolo del Prefetto.

Monza, 23 Gennaio 2018 ore 08:47

Profughi scontenti scrivono al Prefetto.

Profughi scontenti scrivono al Prefetto

Profughi scontenti

«La muffa sulle pareti, la lavatrice che non funziona da tre mesi, la sospensione improvvisa dei rimborsi per i biglietti dei mezzi pubblici e il comportamento aggressivo degli addetti alla sicurezza». Come già successo a Giussano, anche a Monza gli ospiti della cooperativa «I Girasoli» sono sul piede di guerra. Sono pronti a manifestare il proprio dissenso per il trattamento ricevuto, a detta dei migranti stessi, non rispettoso dei diritti umani basilari.

La protesta

Le lamentele dei richiedenti asilo domiciliati nel condominio in via De Chirico sono finite sul tavolo del Prefetto di Monza, Giovanna Vilasi. Ma c’è di più: se non verranno date delle risposte alle criticità sollevate, i profughi prenderanno i mezzi pubblici per andare a protestare a Milano.

La risposta della cooperativa

E anche se i referenti della cooperativa che si occupa dei richiedenti protezione internazionale hanno cercato di dare delle spiegazioni in merito ai problemi, nel corso di un’assemblea di qualche giorno fa, i migranti hanno fissato un ultimatum.

L’ultimatum

«Se non ci fate parlare con il capo della cooperativa noi scenderemo in strada per protestare – hanno chiarito – I responsabili del nostro camp in via De Chirico hanno detto che potremo discutere delle problematiche il 29 gennaio. E’ troppo tardi. Vogliamo delle risposte rapide. Non stiamo ricevendo un trattamento umano».

La riunione in settimana

All’ordine del giorno della riunione di settimana scorsa, erano quattro i punti in discussione. «L’operatore notturno entra alle 3 di mattina nelle stanze e ci punta la luce negli occhi – hanno dichiarato – Hanno negato il compenso per i ticket di viaggio per chi è in possesso di un contratto di lavoro. E poi ci sono casi di sospensione del pocket money per chi sta lavorando. E infine c’è il problema della liquidazione di 250 euro per chi abbandona il centro di accoglienza: questa cooperativa non lo rilascia. Vogliamo spiegazioni».

 

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