La questione

Poste e code, il sindacato: “Danno noia anche a noi”

I lavoratori in coro: "Siamo continuamente oggetto di campagne diffamatorie e denigratorie. La gente altrove aspetta le code in silenzio"

Poste e code, il sindacato: “Danno noia anche a noi”
Cronaca Monza, 25 Dicembre 2020 ore 07:47

I lavoratori in coro: “Siamo continuamente oggetto di campagne diffamatorie e denigratorie. La gente altrove aspetta le code in silenzio”.

Code in posta, la protesta…dei lavoratori

Davanti alle tante foto di code che impazzano anche sul web e sui social riguardo la situazione degli sportelli in centro e nei quartieri è arrivata la protesta degli operatori attraverso l’intervento di Massimo Casucci, segretario provinciale della Slc Cgil: “Lavorare ad uno sportello in un ufficio postale in tempi di coronavirus, è come essere applicati ad una catena di montaggio, perché da inizio turno (la mattina dalle 8, il pomeriggio dalle 13.30), fino al termine della giornata lavorativa, non si hanno a disposizione pause di alcun tipo. In più, i dipendenti di sono continuamente oggetto di una campagna denigratoria e diffamatoria per le lunghe code, ma qualcuno si è reso conto che tutti gli altri Enti, come Inps, Agenzia delle Entrate, istituti al servizio del cittadino, alcuni servizi del Comune non sono aperti al pubblico o che le banche ricevono solo su appuntamento? Poste dal primo lockdown non ha mai chiuso, gli operatori postali ci sono sempre stati ed a loro è sempre stato richiesto di più”.

Code, “turn over” e organico da potenziare

Nel loro sfogo a ridosso di Natale, sindacato e operatori, oltre ai carichi di lavoro rimarcano ingiurie, aggressioni verbali e qualche volta fisiche. “Le code di cui tutti siamo coscienti e ci rammarichiamo, ci sono e sono legate a delle carenze di organico, più volte denunciate – aggiunge Casucci –  In subordine sono dovute alla necessità di adeguarsi alle regole dettate dalle vigenti disposizioni in materia di assembramenti nei luoghi chiusi”.  Ad ogni modo, Slc Cgil, Slp Cisl e Uilposte nazionali hanno chiesto all’azienda il turnover per sostituire chi è andato o andrà in pensione: “Gli organici ormai sono ridotti all’osso e su Monza e provincia ad oggi abbiamo ancora uffici razionalizzati, situazione che aggrava e porta a lunghe code che disturbano anche chi sta dall’altra parte del vetro, ovvero gli sportellisti”.

Code in Posta, lo sfogo: “Solo da noi sono insopportabili?”

Ma proprio davanti alla situazione code, diventate ormai un tormentone in questi mesi di Covid, il rappresentante del sindaco dà voce allo sfogo dei lavoratori: “Quotidianamente assistiamo a code davanti alle panetterie, piuttosto che alle farmacie, ma non registriamo la stessa ostilità come se gli operatori postali in tutti i settori fossero lavoratori di serie B – commenta amareggiato Casucci – Solo quelle che si registrano nei picchi natalizi alle Poste sono scandalose ed inaccettabili? Forse ancora non è ben chiara la situazione che stiamo vivendo tutti? I nostri operatori non sono super eroi, ma lavoratori e lavoratrici che ogni giorno senza soste operano per fare un servizio utile alla collettività utile alla nostra Provincia. Tutti loro, gli operatori di sportello, da dietro quella dannata mascherina, cercano di sorridervi con gli occhi, anche se sono stanchi, anche se sono preoccupati, anche se la coda davanti a loro è quotidianamente lunga e non si vede la fine. Più volte abbiamo chiesto alle istituzioni una maggiore attenzione, abbiamo scritto al Prefetto per richiedere una maggiore attenzione sulla sicurezza delle lunghe code esterne, per porre un freno alle intemperanze e dire “ basta” ad un atteggiamento divenuto inaccettabile”.

Mano tesa

“Attraverso utili di diversi decenni Poste Italiane con Cassa Deposito e Prestiti ha costruito strade, ospedali, scuole, salvato aziende in crisi utilizzando il frutto del lavoro dei dipendenti e di questo ne andiamo fieri, quindi auspichiamo un clima di maggior serenità e pazienza quando usufruite dei nostri servizi sia che sia un ufficio sia che sia recapitare la Posta. Stiamo operando e lavorando per voi”, ha concluso Casucci.

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