La sentenza

Raggiri e furti agli anziani, condannata la coppia di truffatori

Tra i colpi contestati, quello da mezzo milione di euro a una pensionata di San Biagio

Raggiri e furti agli anziani, condannata la coppia di truffatori

Due condanne per Giuseppe De Pascale 34 anni, nato a Napoli, e Sara Bombino di 32, residenti rispettivamente a Milano e Cinisello Balsamo, accusati di una serie di furti e truffe ad anziani commesse a Monza, Milano e in altre regioni, tra cui un colpo da mezzo milione di euro a una pensionata di San Biagio (Monza). Per loro, il verdetto pronunciato lunedì pomeriggio dal gup Andrea Guadaganino è di 5 anni e 4 mesi per l’uomo, e di due anni e cinque mesi per la donna. Nei confronti dell’anziana monzese derubata, che si è costituita parte civile con l’avvocata Francesca Fumarulo, è stata riconosciuta una provvisionale di 100mila euro.

I colpi messi a segno

I due erano stati raggiunti nel mese di dicembre da ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, con l’accusa di aver colpito principalmente nella città di Monza (5 episodi); risultano anche una contestazione relativa a un furto a Cavenago e un altro a Giussano. I trucchi erano quelli del falso avvocato o del falso appartenente delle forze dell’ordine che chiedono soldi al telefono per evitare il carcere a un parente o a un figlio finito nei guai: ovviamente tutto frutto di invenzione, per far cadere le vittime fragili nel panico e indurle a consegnare contanti oppure gioielli e oggetti di valore.

La cassaforte svuotata

Le indagini, condotte dal personale della Squadra Mobile della Questura allora diretta da Filippo Ferri, partono dal caso di una 73enne monzese, residente nel quartiere San Biagio, derubata dell’intero contenuto della cassaforte, interamente svuotata di oggetti preziosi per ben mezzo milione di euro.

In quella circostanza la donna aveva ricevuto alcune telefonate sul proprio numero fisso, nel corso delle quali un interlocutore maschile, fingendosi amico del figlio, le aveva chiesto di effettuare un bonifico di 7mila euro, per salvarlo da fantomatici problemi giudiziari e riuscendo a farle visita in casa e a farsi dare il numero della combinazione della cassaforte.

Partendo dalle immagini dei filmati di videosorveglianza, gli investigatori sono risaliti alla Volkswagen T Roc grigia utilizzata dalla coppia. Da lì sono stati ricostruiti gli spostamenti degli indagati, i cui canali di ricettazione della merce erano attivi a Napoli. A loro carico sono stati raccolti elementi relativi ad altri colpi messi a segno a Milano (dove a una signora 80enne sarebbe stato sfilato fisicamente l’anello dal dito), ad Aosta, e a Impruneta, in provincia di Firenze.