Rapinavano coppiette al parco: beccati dai Carabinieri di Lissone

Brillante operazione dei militari della stazione di via 25 Aprile. I due fratelli si trovano in carcere a Monza

Rapinavano coppiette al parco: beccati dai Carabinieri di Lissone
Monza, 25 Agosto 2018 ore 11:57

Rapinavano e spaventavano i passanti al parco, beccati dai Carabinieri della stazione di Lissone. Ben tre le rapine messe a segno in rapida sequenza a Bresso, a Lissone e a Cislago, pochi giorni prima di ferragosto. Tutte collegate da un medesimo particolare: gli autori, descritti dalle vittime, erano due giovani dal marcato accento campano armati di pistola.

Rapinavano coppiette: arrestati due uomini

Fermavano passanti o coppiette che stavano passeggiando al parco – come nel caso di Bresso – e si facevano consegnare tutti gli averi dietro la minaccia delle armi.

Via quindi denaro contante, smartphone e abbigliamento di valore.

Rapinato anche un richiedente asilo

I Carabinieri di Lissone, già sulle loro tracce, avevano anche raccolto una denuncia di rapina da parte di un richiedente asilo di origini nigeriane a cui era stato sottratto lo smartphone. Prezioso il contributo dell’uomo che aveva fornito anche un parziale numero di targa della “Seat Ibiza”.

Così una pattuglia di via 25 Aprile, mentre era in servizio di controllo del territorio alle prime luci dell’alba, ha scoperto in un parcheggio l’auto con la targa corrispondente a quella segnalata.

I sedili erano abbassati e all’interno si trovavano i due rapinatori, due fratelli di origine ucraina, di 35 e 20 anni, dal marcato accento campano. L’auto era diventata da qualche giorno la loro dimora ed il loro forziere dei colpi messi a segno.

Recuperata la refurtiva

I militari hanno ritrovato i cellulari, i portafogli e l’abbigliamento sottratto, nonché altra refurtiva, provento di cui sono ancora attive le ricerche dei legittimi proprietari.

Ma soprattutto è stata ritrovata l’oggetto con cui i due avevano seminato il panico: una pistola da soft-air fedele riproduzione della “Glock 19”.

Per i due si sono così spalancate le porte del carcere di Monza dopo la convalida del fermo da parte del Gip.

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