Regicidio a Monza, il Foa Boccaccio esalta l’assassino

Lo spettacolo di venerdì sembra voler giustificare il gesto dell'anarchico Gaetano Bresci.

Regicidio a Monza, il Foa Boccaccio esalta l’assassino
Monza, 24 Luglio 2018 ore 14:24

Regicidio a Monza, il Boccaccio esalta l’assassino. Lo spettacolo di venerdì sembra voler giustificare il gesto dell’anarchico Gaetano Bresci.

Regicidio a Monza

Tre colpi di rivoltella diretti al petto. Tre colpi per uccidere il Re, per tentare di innescare una rivoluzione anarchica, macchiando con il sangue di Umberto I la storia di Monza, che laddove si consumò il regicidio, fece costruire la Cappella espiatoria. La città di Teodolinda è tristemente nota anche per questo episodio, datato 29 luglio 1900, quando l’anarchico Gaetano Bresci ferì a morte il re d’Italia, giunto in città per onorare con la sua presenza la cerimonia di chiusura dei giochi ginnici organizzati dalla società sportiva “Forti e Liberi”. Il re arrivò con lo spirito di festeggiare, ma a Monza trovò la morte.

Sabato scorso

E sabato mattina, come da tradizione, nonostante la pioggia le associazioni dei monarchici si sono riuite in città per commemorare il 118° anniversario dell’infausto evento. L’evento è stato promosso e organizzato dall’Istituto nazionale per la Guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon, cui si sono aggiunti i membri delle associazioni legate a Casa Savoia. Tra gli altri hanno presenziato Ugo D’Atri, Presidente nazionale delle Guardie d’onore, e il delegato e consultore nazionale Stefano di Martino. Per il Gruppo Savoia sono intervenuti invece il presidente Santino Giorgio Slongo insieme a numerosi soci. Ad accompagnare la delegazione dei monarchici l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo.

Annullato il corteo al Re de’ Sass

La solenne commemorazione, dunque, si è aperta alle 10 – in anticipo rispetto alla data del 29 luglio – con la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti di piazza Trento e Trieste. E’ saltato invece il consueto corteo per omaggiare la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Citterio. Dopo la deposizione delle corone d’alloro e una breve preghiera nel Sacello monumentale della Cappella espiatoria, la delegazione monarchica si è spostata al Santuario del Carmelo viale Cesare Battisti, dove è stata celebrata la messa.

Questo venerdì

L’anarchico toscano Gaetano Bresci lo attendeva tra la folla, pronto a sparare con una rivoltella a cinque colpi. Sul regno di Umberto I gli storici si sono, da sempre, divisi. Per alcuni meritò il titolo di “re buono”, per altri, invece, con il suo conservatorismo fu considerato il motivo principale dei moti popolari del 1898. Certo, su un aspetto si può essere concordi: un omicidio è sempre un omicidio. E raramente chi è dotato di logica può giustificare un assassinio. Eppure a Monza c’è anche chi crede che il gesto dell’anarchico Gaetano Bresci fu alimentato da “giustizia e amore per una umanità libera”. Va in questa direzione lo spettacolo teatrale promosso dal Foa Boccaccio questo venerdì, il 27 luglio alle 21 nei giardini pubblici di via Piero della Francesca, dal titolo “Bresci chi?”.

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