Ricercatrice veranese studia il Dna a Los Angels

Lei è Irene Chiolo, 43 anni, biologa, figlia del primo cittadino

Ricercatrice veranese studia il Dna a Los Angels
Caratese, 27 Giugno 2018 ore 09:51

Ricercatrice veranese studia il Dna a Los Angels.

Irene chiolo con i suoi collaboratori  a Los Angeles

Cervelli in fuga

Ricercatrice veranese studia il Dna a Los Angels. Lei è Irene Chiolo, 43 anni, biologa, figlia del primo cittadino Massimiliano Chiolo, che da cinque anni vive e lavora a Los Angeles, dove è sposata con un americano.  Irene studia come riparare i meccanismi del Dna e le mutazioni che possono provocare cellule tumorali, e lo fa in un’importante università americana, la  South California University.

L’esperienza nei laboratori americani

«Dopo la laurea a Milano e il dottorato, mi sono trasferita negli Stati Uniti per il post dottorato in genetica e ci sono rimasta – racconta – Ormai vivo a Los Angeles, anche se cerco di  tornare spesso a casa». Irene lavora in un laboratorio universitario insieme a 10 colleghi e si occupa di genetica, in particolare dei meccanismi del dna: «Il mio laboratorio si occupa di studiare i meccanismi di riparo del dna – spiega – Il nostro dna è continuamente “bombardato” da agenti fisici e chimici che ne danneggiano la struttura, alterando l’informazione genetica. Per fortuna le nostre cellule hanno a disposizione sofisticati meccanismi molecolari che riparano i danni, e mutazioni in questi meccanismi sono una delle cause principali della formazione dei tumori. Capire  come funzionano è fondamentale perché la gran parte dei tumori è caratterizzata dalla inattivazione del silenziamento dell’eterocromatina (cioè’ l’eterocromatina diventa “espressa” nel nucleo, attiva), e sospettiamo che questo alteri la capacità delle cellule di riparare il dna, promuovendo l’instabilità genomica e la crescita tumorale. Speriamo che questi studi aprano nuove opportunità terapeutiche nella lotta contro i tumori. I finanziamenti ottenuti permetteranno di finanziare gli studi di due ricercatori postdoc e una dottoranda che lavoreranno a questo progetto».

Le ricerche e i fondi

Chiolo è una dei tanti cervelli in fuga, che ha lasciato l’Italia: «All’estero ci sono più possibilità nel mondo della ricerca, negli Stati Uniti, poi, i fondi destinati alle università che fanno ricerca sono molti di più di quelli assegnati in Italia. E’ uno dei motivi per cui ho deciso di andare a lavorare in California. Recentemente  il nostro laboratorio ha ricevuto dei finanziamenti a un progetto di studio per oltre 200mila dollari. Nel 2015, abbiamo avuto fondi per 1,4 milioni grazie a tre importanti agenzie. Qui in America l’investimento alla carriera è molto diffuso».
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