Studenti senza classe: i ragazzi trovano scuola ma, per molti, è lontana

A distanza di pochi giorni sembra la situazione volga alla normalità

Studenti senza classe: i ragazzi trovano scuola ma, per molti, è lontana
18 Settembre 2017 ore 15:40

I 217 ragazzi dell’Ecfop di Monza sono riusciti a trovare posto in diversi istituti

Studenti dell’Ecfop di Monza

E’ rientrata l’emergenza degli studenti rimasti senza istituto dove poter frequentare il quinto e ultimo anno per ottenere la maturità. Il caso, balzato agli onori della cronaca la scorsa settimana, riguardava 217 studenti che usciti dal centro di formazione professionale Ecfop di Monza avevano deciso di aggiungere un anno per ottenere il diploma. I ragazzi, che in questi mesi estivi avevano sostenuto l’esame per accedere al quinto anno e già pagato le tasse scolastiche per l’iscrizione al Ferrari di Monza e all’IPSIA di Lissone, avevano ricevuto un duro colpo la scorsa settimana scoprendo che in realtà le classi in aggiunta non c’erano proprio.

Le dichiarazioni del Provveditorato

“Si tratta di studenti che quattro anno fa avevano scelto un percorso professionale specifico, quello del centro di formazione professionale – aveva spiegato pochi giorni fa Mauro Cereda del Provveditorato di Monza e Brianza. “La loro era una scuola di 4 anni con attestato regionale, finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro. Il cambio di programma e la scelta di proseguire il percorso di studi fino al diploma ha chiaramente destabilizzato l’organizzazione scolastica”.

Gli studenti hanno trovato una collocazione

A distanza di pochi giorni sembra la situazione volga alla normalità. Gli studenti hanno trovato tutti una collocazione all’interno di diversi istituti scolastici, alcuni dei quali parecchio lontani dalla propria abitazione. A quanto si apprende infatti ci sarebbero diversi studenti dislocati a Saronno, a Milano, Tradate, Como, Magenta e Legnano, Cinisello, Vimercate e altri paesi non proprio a due passi da casa e che li costringeranno a diversi chilometri in treno ogni mattina per raggiungere la scuola.

“La redistribuzione degli studenti, quando in esubero, è una prassi all’interno degli istituti scolastici”- aveva concluso Cereda la scorsa settimana. “Sono sicuro che, nonostante i disagi, tutti troveranno un posto sui banchi di scuola”.

E infatti così è stato.

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