Corruzione Seregno per il Tribunale del Riesame nessuna prova

Ma nelle intercettazioni dell'inchiesta della Procura di Monza emerge "un contesto politico istituzionale poco cristallino"

Corruzione Seregno per il Tribunale del Riesame nessuna prova
27 Novembre 2017 ore 17:13

Corruzione Seregno, le motivazioni del Tribunale del Riesame dopo la scarcerazione del costruttore Lugarà.

Corruzione Seregno, cosa dicono i giudici del Riesame

Nessuna prova della corruzione in una «situazione non certo tranquillizzante sotto il profilo politico istituzionale».  Lo sostiene il Tribunale del Riesame di Milano che ha scarcerato l’imprenditore Antonino Lugarà, accusato di corruzione per il piano urbanistico con il quale la sua società ha realizzato un supermercato sull’area dismessa «ex Dell’Orto» di via Valassina.

Non ci sono elementi per sostenere l’accusa

Le motivazioni del collegio del Riesame descrivono «episodi indubbiamente inquietanti per la protervia con cui l’imprenditore si pone nei confronti del sindaco» quando sollecita l’approvazione del piano. Ma «in alcun modo comprovano la specifica pattuizione corruttiva, anzi sembrano contraddirla» perché il primo cittadino, qualora fosse stato corrotto, si sarebbe adoperato per concludere l’iter senza necessità di solleciti.

Le intercettazioni si prestano a interpretazioni differenti

Nelle motivazioni si legge che le intercettazioni “sono assolutamente ambigue, in sé compatibili con molteplici ipotesi alternative, ivi compresa la classica e generica promessa elettorale o post elettorale». La Procura di Monza contesta che Edoardo Mazza, candidato sindaco nelle elezioni comunali del 2015, avrebbe favorito l’imprenditore con  l’approvazione del piano urbanistico in cambio di voti. Ma il Riesame ha cancellato l’ordinanza a carico di Lugarà per carenza di gravità indiziaria.

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