Cronaca

Odos Service, il piano di salvataggio rischia di naufragare

Il leghista Corbetta presenta un’interrogazione: «Doveroso giungere ad una rapida conclusione». I sindacati chiederanno un incontro.

Odos Service, il piano di salvataggio rischia di naufragare
Cronaca Desiano, 01 Dicembre 2020 ore 11:05

Rischia di naufragare il piano di salvataggio per la Odos Service. Regione Lombardia non ha ancora dato risposte ma la curatrice fallimentare vuole vederci chiaro e annuncia un esposto in Procura.

Odos Service, il piano di salvataggio rischia di naufragare

“Alcune aziende sanitarie si stanno già organizzando con la pubblicazione di bandi di gara per affidare la gestione dell’appalto dei servizi odontoiatrici – ha spiegato la curatrice Elisabetta Brugnoni – Così non solo si affossa il piano di salvataggio ma si causa un grave danno ai lavoratori che non potranno richiedere la cassa integrazione. Dato che con questo atteggiamento non viene tutelato l’interesse collettivo, voglio capire cosa c’è dietro e presenterò un esposto in Procura».

Le conseguenze del fallimento

La Odos con sede a Monza in via Buonarroti è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Monza il 28 ottobre. Ha in gestione i servizi odontoiatrici per conto di varie aziende sanitarie lombarde, come la Asst di Monza, con ambulatori anche a Desio, Nova Milanese, Limbiate, Seregno.
Dopo il lockdown questi presidi non hanno riaperto o erano operativi a singhiozzo, causando importanti disagi per i numerosi pazienti, tra cui cittadini fragili, bambini che da mesi non riescono a far controllare l’apparecchio, anziani che aspettano le cure protesiche, ma anche utenti che stanno pagando un finanziamento senza poter usufruire delle cure.

Il piano di salvataggio

Dopo il fallimento la curatrice aveva trovato un operatore del settore disposto a subentrare per continuare l’attività degli ambulatori odontoiatrici, salvaguardando almeno una parte dei posti di lavori e garantendo i servizi essenziali ai pazienti in attesa da mesi. L’operatore avrebbe affittato i rami d’azienda ancora produttivi ma prima di procedere è necessaria la sottoscrizione da parte di Regione Lombardia, in rappresentanza delle aziende sanitarie territoriali che usufruivano dei servizi di Odos.

Interrogazione in Consiglio regionale

Ora la questione approderà sui tavoli del Consiglio regionale con un’interrogazione del consigliere della Lega Alessandro Corbetta.
«Per il completamento dell’operazione è necessario l’avallo di Regione Lombardia, che finora non ha ritenuto di dare il via libera alla procedura – ha premesso Corbetta, che ha poi aggiunto – Sono consapevole della complessità della situazione e della necessaria prudenza ma ritengo doveroso sollecitare tutti gli attori coinvolti a giungere ad una rapida conclusione. È necessario arrivare velocemente a una decisione perché i dipendenti meritano di superare questa fase di stallo e incertezza e tornare al lavoro quanto prima».

I sindacati

La situazione preoccupa anche i sindacati. «Bloccare la possibilità di far subentrare un nuovo operatore non aiuta i lavoratori che sono senza stipendio da mesi – ha notato Giuseppe Leone, responsabile della Funzione Pubblica per la Cisl di Monza, Brianza e Lecco – Chiederemo un appuntamento con la Regione per avere dei chiarimenti»

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