Rubata l’urna con le ceneri del padre: l’appello della figlia

"Vi prego, riportate la cassetta a casa: è quanto di più prezioso abbiamo"

Rubata l’urna con le ceneri del padre: l’appello della figlia
Vimercatese, 03 Febbraio 2020 ore 09:27

Rubata l’urna con le ceneri del padre: il drammatico appello della figlia per ritrovarla.

Una vicenda assurda, insensata, che ha gettato nello sconforto e in un dolore inimmaginabile Katia Martino, residente a Carnate, a cui nel fine settimana hanno rubato l’urna contenente le ceneri del padre Antonio. Ad accorgersi del fatto è stata proprio lei, la figlia, che nelle ore immediatamente successive al furto ha lanciato un drammatico e accorato appello per riuscire a ritrovare il manufatto e riportare il padre a casa: «E’ quanto di più prezioso abbiamo, vi prego, restituitecela».

Il fatto

Tutto è accaduto nella serata di sabato in via Galilei. Katia e sua madre erano fuori per alcune commissioni. Al loro rientro, intorno alle 21, l’amara scoperta che qualcuno era entrato in casa loro, mettendola completamente a soqquadro. Cassetti e armadi aperti, il loro contenuto gettato a terra. Tutto sottosopra. Le due donne, già affrante per quanto successo, si sono spostate tra i locali per verificare cosa mancasse. Arrivate in camera da letto della madre il dramma le ha avvolte: l’urna in legno contenente le ceneri del padre Antonio era sparita. «Abbiamo setacciato la stanza pensando che magari nel radi dei malviventi fosse caduta o che magari l’avessero spostata e invece nulla, della cassetta nessuna traccia – racconta Katia ancora comprensibilmente sotto shock per quanto accaduto – L’urna, a prima vista, può ricordare un portagioie quindi immaginiamo che i ladri possano averla confusa pensando di trovarci dentro gioielli o preziosi. Ma da vicino si capisce bene di cosa si tratta, anche perchè vi è inciso il nome di mio papà e accanto ad essa, sul comodino di mia mamma, si trova anche una foto e un lumino. Inoltre, essendo una sorta di bara in miniatura, è piombata all’interno e arriva a pesare rica 40 chilogrammi. E’ veramente difficile da portare via e proprio non capiamo il perchè di questa cosa».

L’appello

Nelle ultime ore l’appello della donna è diventato letteralmente virale e la sua triste storia ha già fatto il giro d’Italia, con moltissime persone che hanno espresso la propri solidarietà e si stanno adoperando per riuscire a ritrovare i resti del compianto genitore. La donna non si è comunque data per vinta e in questi giorni, oltre ad aver segnalato la vicenda a tutte la caserme dei Carabinieri del circondario, sta letteralmente passando al setaccio tutti i campi della zona, nella speranza di ritrovare la cassetta intatta.
«Sembra di cercare un ago in un pagliaio: se l’hanno abbandonata nei campi è praticamente impossibile ritrovarla, ma non demordo, non posso permettere che le ceneri di mio padre vadano perse – prosegue Katia in lacrime – I ladri hanno portato dall’abitazione via anche altri oggetti di valore, ma di quelli non ci importa nulla, se la tengano pure. Chiedo solo che i responsabili vengano a conoscenza di questa vicenda e si mettano una mano sulla coscienza. Non mi aspetto ovviamente che mi riportino a casa l’urna, ma spero che abbiano il cuore di lasciarla da qualche parte, bene in vista dove qualcuno la possa vedere: in strada, vicino ad una chiesa, davanti al cancello di notte. Qualsiasi cosa, ma vi prego, riportate a casa mio padre. In questo momento per noi è come se lo avessimo perso di nuovo e fa davvero troppo male».

Per aiutare

Chiunque volesse aiutare Katia in questa accorata ricerca può visitare il suo profilo Facebook condividendo l’appello che sta ormai facendo il giro dell’intero Paese. Oppure, chi dovesse avvistare l’urna è pregato di allertare immediatamente le Forze dell’ordine, che proprio in queste ore sono al lavoro per ritrovare il manufatto di legno e riportare a casa i resti del defunto, alleviando la pena e la sofferenza che la famiglia Martino stanno patendo a causa di alcuni scellerati delinquenti che evidentemente non si sono accorti di quanto dolore avrebbero provocato con il loro insensato e vergognoso gesto.

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