Sabrina torna in sella per beneficenza

La besanese è partita oggi, sabato. Percorrerà oltre 3mila chilometri per sostenere COME Collaboration Onlus

Sabrina torna in sella per beneficenza
06 Luglio 2019 ore 10:53

Sabrina Schillaci è partita per una nuova avventura, sempre nel segno della solidarietà. L’architetto e triatleta besanese ha iniziato questa mattina, dalla sua Vergo Zoccorino, la pedalata benefica che la porterà dal Tirreno all’Adriatico per raccogliere fondi per COME Collaboration Onlus.

Sabrina è partita

Questa mattina, sabato, in via IV Novembre, a due passi da casa, Sabrina è salita in sella. Con lei un gruppo di amici, oltre all’inseparabile marito Davide Citterio. Presenti anche il parroco don Mauro Malighetti ed il sindaco Emanuele Pozzoli. Quest’ultimo ha donato alla stimata concittadina il gagliardetto del Comune, facendole promettere di inviare un selfie ad ogni tappa, per tenere sempre aggiornati i besanesi.

La nuova impresa di Sabrina Schillaci si chiama Race Across Limits Around Italy. Dal 6 al 28 luglio pedalerà per oltre 3mila e 200 chilometri e  25mila metri di dislivello, divisi in 23 tappe.

L’obiettivo è “donare una speranza a chi tutti i giorni si trova a confrontarsi con la disabilità, raccogliendo fondi per COME Collaboration Onlus perché con le parole, pur belle che siano, non si costruisce nulla”, spiega la besanese. Si tratta di una fondazione impegnata nel trattare osteopaticamente, in forma totalmente gratuita, neonati e bimbi disabili in diverse parti del mondo. Fondazione che Sabrina sostiene da tempo.

Più forti delle avversità

La storia di Sabrina e di suo marito Davide è di quelle che regalano speranza. E forza, tantissima forza. I due besanesi sono sposati dal 1994. Davide,  imprenditore nel settore dell’arredamento, da quasi dodici anni è sulla sedia a rotelle a causa di un tuffo nel lago nella notte di Ferragosto del 2007. Dopo nove mesi trascorsi in ospedale, tra Sondalo ed il Niguarda di Milano, tornato a casa, ha dovuto imparare a vivere di nuovo, diversamente, molto diversamente da prima. Ce l’ha fatta grazie ad una forza di volontà incredibile ed al sostegno, mai venuto meno, di Sabrina. Che è una roccia, basti pensare che è sì architetto ma anche “ironman”. Ed è proprio la passione per questa disciplina che ha fatto tornare loro la voglia di viaggiare.

 

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