Scandalo protesi, il dottor Manzini: erano perfette

I legali del professore: "Nessun paziente del nostro assistito ha mai avuto complicazioni o altri tipi di problemi a seguito degli interventi”.

Scandalo protesi, il dottor Manzini: erano perfette
Cronaca 29 Novembre 2017 ore 08:15

Scandalo protesi, secondo la perizia di parte presentata dai legali del dottor Claudio Manzini erano perfette.

Scandalo protesi, per Manzini erano perfette

Erano perfette le protesi Ceraver utilizzate negli interventi. Il dottor Claudio Manzini, chirurgo ortopedico della Clinica Zucchi, si difende depositando in Procura a Monza una relazione tecnica di parte che esamina nel dettaglio tutti gli interventi da lui effettuati.

Il professore, uno dei più noti specialisti del territorio in Ortopedia e per anni all’ospedale di Giussano, si trova ai domiciliari con l’accusa di aver percepito denaro per l’utilizzo dei protesi dell’azienda Ceraver. Manzini era stato coinvolto nella maxi inchiesta monzese su un presunto giro di tangenti nella sanità a firma del Pubblico Ministero di Monza, Manuela Massenz.

Nessun paziente ha avuto complicazioni

A renderlo noto sono gli avvocati del dottor Manzini, Lucilla Tassi e Claudio Schiaffino. “Sono stati presi in esame oltre un centinaio di casi, con un’analisi approfondita di tutti gli interventi e il post operatorio” hanno dichiarato ad Ansa i legali.

“Nessun paziente del nostro assistito ha mai avuto complicazioni o altri tipi di problemi a seguito degli interventi”.

In merito ai commenti sulla dubbia validità delle protesi emersi nelle carte dell’inchiesta da parte di altri medici indagati, la difesa ha precisato che “le protesi Ceraver, per le quali vi sono fior fior di certificazioni e studi, in letteratura sono particolarmente indicate proprio per gli interventi effettuati da Manzini”.

La scelta delle protesi dopo valutazioni tecniche

Secondo i legali “dalla consulenza emerge come la scelta delle protesi Ceraver sia stata dettata esclusivamente da specifiche valutazioni di carattere tecnico sulle caratteristiche delle protesi, in relazione alla tipologia del paziente e delle sue esigenze terapeutiche”. Infine l’avvocato Tassi ha concluso “siamo fiduciosi che questa relazione faccia chiarezza sull’operato di un chirurgo stimato ed apprezzato e che continua a ricevere lettere e manifestazioni di affetto da parte dei suoi pazienti”.

Nell’inchiesta erano stati arrestati anche il medico caratese Fabio Bestetti e il dottor Marco Valadè, in servizio presso gli Istituti Clinici Zucchi e gli Istituti Policlinico di Monza (Bestetti fino al 2015), insieme al responsabile commerciale della società produttrice delle protesi Ceraver, Denis Panico e al rappresentante per la Lombardia Marco Camnasio.

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