Antinfluenzale

Scandalo vaccini: le dosi non arrivano e la campagna si blocca

I medici inferociti scrivono a Regione Lombardia, contestandone l'operato

Scandalo vaccini: le dosi non arrivano e la campagna si blocca
Cronaca Monza, 01 Dicembre 2020 ore 13:16

Scandalo vaccini: le dosi non arrivano, la campagna di prevenzione all’influenza si blocca e i medici di base, inferociti, scrivono a Regione Lombardia contestandone l’operato.

Vaccini, rete impeccabile, se non fosse…

I medici di base, da parte loro, l’impegno ce lo mettono tutto. Ne è un esempio la campagna vaccinale a Vedano al Lambro che sarebbe stata impeccabile, se non fosse che i vaccini non sono arrivati per tutti.

La campagna era iniziata presto con la precedenza ai soggetti fragili, ma si era già interrotta una prima volta. “Ci eravamo già dovuti fermare la scorsa settimana perché non erano state consegnate le dosi in tempo e così abbiamo rimandato – ha spiegato il medico di Medicina Generale Paolo Marzi – Ora purtroppo la doccia fredda: ci è stato comunicato che i vaccini non ci saranno fino a metà dicembre. Abbiamo dovuto cancellare tutti gli appuntamenti. E non siamo nemmeno sicuri che tutti coloro che dovrebbero potranno essere vaccinati”.

La lettera a Regione Lombardia

Una situazione, quella della mancanza delle dosi di vaccino antinfluenzale, che riguarda praticamente tutti i medici di base della Brianza che hanno quindi deciso di inviare una durissima missiva a Regione Lombardia.

“Il mancato rispetto del piano di consegna a suo tempo definito sulla scorta delle indicazioni Regionali sta infatti comportando gravi disagi ai nostri medici, già impegnati in una delicata attività di controllo della pandemia – si legge inviata dalla Federazione italiana medici di famiglia (Fimg) – Di conseguenza sono costretti a disdire gli appuntamenti già in calendario con gli assistiti, senza essere in grado di riprogrammare una agenda per gli accessi di tutti coloro che devono essere richiamati. Gli assistiti non comprendono i meccanismi di questo grave inadempimento e spesso riversano sul proprio medico rabbia e frustrazione”.

Non solo i medici si trovano a dover gestire gli utenti arrabbiati, ma devono anche fare scelte decisamente complicate. “Il medico si trova a dover selezionare tra i pazienti ultrasessantacinquenni coloro ai quali somministrare le poche dosi di vaccino ricevute. Con quale criterio può operare una scelta che discrimini alcuni soggetti della popolazione residua che attende il vaccino?”.

Altro capitolo aperto, le scorte degli istituti privati. “I cittadini si chiedono come mai la vaccinazione sia solo parzialmente accessibile nel percorso di sanità pubblica, a fronte della offerta delle strutture private, costosa e non ancora esaurita”.

Appare quindi evidente, concludono, “che nel caso di conseguenze medico- legali, la responsabilità unica non possa essere attribuita che a Regione Lombardia, che non ha mantenuto quanto pattuito con i medici”.

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