Sei obesa, prostituta: agli insulti degli haters risponde con l’amore

Intervista alla rapper Alessandra Tondo, 27 anni, casa a Briosco, in arte Misstake

Sei obesa, prostituta: agli insulti degli haters risponde con l’amore
Caratese, 04 Agosto 2019 ore 16:12

“Grazie agli haters sto crescendo”. Lo assicura la rapper Alessandra Tondo, 27 anni, casa a Briosco, in arte Misstake. Una presa di posizione contro il cyberbullismo la sua, che oggi, più che mai, è diventata una piaga sociale. Molte sono le vittime di coloro che esprimono odio sui social.
“Maggiore è il tuo successo, maggiore sarà il numero dei tuoi haters che ti attaccheranno e ti insulteranno. Non importa quello che fai. Puoi essere un’artista, un imprenditore, un influencer o una persona comune. La frustrazione porta le persone a odiare tutti. I casi di depressione stanno aumentando anche a causa dei social network e tantissimi giovani vedono nell’insulto una forma di sfogo”.

Misstake ha imparato a reagire

Misstake racconta di come ha imparato a reagire davanti ai suoi haters e di come li affronta.

“Inizialmente la vivevo malissimo. Ci stavo male perché ogni insulto era un attacco personale. Ho iniziato poi a studiare psicologia, così analizzavo tutte le critiche che ricevevo sotto ai miei video”.
Parole volgari contro il suo aspetto fisico, termini maschilisti e misogini irripetibili, hanno reso la rapper più forte di prima. “Sei obesa, prostituta”, ma non solo.
“Ho ricevuto anche ricatti psicologici da persone convinte di poter rovinarmi la carriera. Invece di subire l’odio però, ho iniziato a lavorare su me stessa. Ogni attacco era l’occasione per continuare il mio percorso interiore e oggi possono dirmi tutto quello che vogliono perché ho raggiunto il mio equilibrio”.
In questi ultimi anni, nelle scuole italiane, sono sempre più incentivati i percorsi di prevenzione contro il cyberbullismo. La cronaca nera infatti, ha riportato anche casi estremi di suicidio dovuti al bullismo sui social.
“Io sono riuscita a reagire grazie alla mia forza spirituale, ma non siamo tutti uguali. C’è chi è debole e si arrende”.

I pericoli del “dissing”

Il “dissing”, ovvero la forma di disprezzo utilizzata nel mondo rap, può rappresentare un pericolo per le nuove generazioni?
“Il mio penultimo video è diventato virale grazie agli insulti che ho ricevuto. Molti ragazzini credono di risultare migliori quando utilizzano certi termini per attaccare qualcuno. Il “dissing” fa parte di questa cultura musicale ma molti utilizzano una strategia per ottenere solo popolarità. Io non ho mai risposto proprio per non dare a loro quella visibilità che volevano raggiungere attraverso me. Se però, ricevessi il “dissing” di un rapper molto importante nella scena, sfrutterei l’occasione per dimostrare chi sono. In nove anni, mi sono guadagnata il rispetto di molti artisti anche grazie al fatto di essere una delle prime donne in Italia a rappare”.
Per rispondere all’odio, Misstake utilizza l’amore e incoraggia gli haters a ragionare sui propri disagi psicologici.

“Il problema è alla radice. L’invidia e la frustrazione generano rabbia, quindi bisogna educare le persone a migliorare il rapporto con se stessi”.

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