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Servono medici e infermieri per il Coronavirus: in Lombardia sospese le attività ambulatoriali non urgenti

Il provvedimento scatterà lunedì prossimo. In Lombardia 200 ricoveri al giorno.

Servono medici e infermieri per il Coronavirus: in Lombardia sospese le attività ambulatoriali non urgenti
Caratese, 06 Marzo 2020 ore 08:39

“Sospese le attività ambulatoriali non urgenti e non differibili che vengono svolte in Lombardia. Il provvedimento dai prossimi giorni per il tempo strettamente necessario a fronteggiare l’emergenza coronavirus”.

In Lombardia sospese le attività ambulatoriali non urgenti

 Lo ha annunciato nella serata di ieri, giovedì, l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. La misura straordinaria, che decorrerà dall’inizio della prossima settimana, è stata pensata per fronteggiare al meglio la situazione sanitaria e recuperare il maggior numero di infermieri e medici come sottolinea Gallera:

 “Dalla lettura dei dati emerge che quotidianamente abbiamo 200 persone in più da ricoverare nei nostri ospedali – aggiunge  Gallera – per questo motivo abbiamo pensato di adottare, per un periodo di tempo contingentato, una misura straordinaria al fine di recuperare il maggior numero possibile di medici e infermieri nelle corsie e nei reparti. Voglio rassicurare i lombardi sul fatto che tutte le attività urgenti e non differibili, sia per i pazienti cronici che per il resto dei lombardi, verranno assicurate”.

“Il provvedimento decorrerà dall’inizio della prossima settimana – conclude Gallera – e nelle prossime ore daremo le indicazioni operative necessarie, dopo un confronto con le associazioni categoria”

I casi in Brianza sono 19

Intanto in Brianza cresce il numero dei contagiati da Coronavirus. Nella nostra provincia sono 19 in totale. Secondo l’ultimo bollettino diffuso in serata da Regione Lombardia.

Ecco al ripartizione per province:

Bergamo:   537 +114 casi (soprattutto nord est provincia di Bergamo)

Brescia:   155

Como:   11

Cremona:   406

Lecco:   8

Lodi:  658

Monza e Brianza:   19

Milano:  197 di cui 86 a Milano città

Mantova:   26

Pavia:   151

Sondrio:   4

Varese:   17

62 sono in corso di verifica

I dati di diffusione del virus in Lombardia

In totale in Lombardia, a ieri sera, i casi positivi sono 2.251. I deceduti 98, tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso. L’87% ha più di 75 anni, l’11% ne ha fra 65 e 74 e il 2% fra 50 e 64. I dimessi e trasferiti al domicilio 376 (126 in più in un solo giorno). In isolamento domiciliare si trovano al momento 364 persone. In terapia intensiva 244 mentre i ricoverati non in terapia intensiva 1.169. Tamponi effettuati sono 12.354. 11mila le persone in sorveglianza volontaria. Il personale sanitario positivo al Coronavirus è pari al 12%.

Servono nuovi medici

Gallera, durante la conferenza stampa di ieri sera, ha anche ricordato che la Lombardia sta facendo uno sforzo straordinario per reperire nuovi medici.

“In due giorni – ha spiegato – ne sono stati assunti 136, fra questi a Lodi sono arrivate 83 nuove unità (19 medici, 47 infermieri e 17 OSS) e tra questi 5 medici e 8 infermieri dell’esercito che sta arrivando in aiuto anche a Seriate con 10 medici e 8 infermieri che entreranno in servizio domani. Anche a Crema, Seriate e Cremona sono stati assunti 39 medici, 78 infermieri e 18 OSS”.

L’assessore ha quindi sottolineato la “solidarietà del sistema”, a Lodi infatti sono arrivati medici e infermieri dal Besta, dal gruppo San Donato, da Pavia, dal Fatebenefratelli, dal Niguarda e altre strutture ancora.
“Siamo davanti ad un grande sforzo corale – ha detto – e il sistema regge anche se gli afflussi nei pronto soccorso nelle strutture frontiera continuano a essere di 50/70 nuovi pazienti che entrano con complicazioni polmonari”.

“Ogni contributo è necessario”

“Ogni aiuto e contributo da specializzandi, medici in quiescenza, ONG è molto ben gradito – ha aggiunto l’assessore – e avremmo la possibilità di aprire nuovi posti letto, ma ci mancano le forze. Abbiamo bisogno delle migliori energie perchè qualsiasi contributo, da specializzandi a medici in pensione alle Ong, non solo è benvenuto, ma assolutamente necessario”.

Sulla nuova zona rossa

Rispondendo alle domande circa l’istituzione di una nuova ‘area rossa’, Gallera ha spiegato che da notizie informali dell’Istituto Superiore di Sanità c’è “un orientamento a chiedere misure importanti sul territorio” che afferisce al Nord Est della provincia di Bergamo. “I tecnici stanno facendo le loro valutazioni, ma ad oggi il Governo non ci ha sottoposto una misura formale. Aldilà dell’assunzione di un provvedimento restrittivo invitiamo i cittadini di quel territorio a restringere la vita sociale aldilà dell’attività lavorativa e di essere molto attenti e prudenti”.

L’ospedale di Baggio

Baggio è stato allestito ed è pronto e, proprio oggi, c’è stato un momento di confronto con le ATS per definire i protocolli di invio e accettazione. Domani quindi potrebbero arrivare i primi casi: uno dovrebbe essere di Brescia e uno di Bergamo.

I neonati ricoverati

Gallera ha anche risposto ai casi dei neonati ricoverati per Coronavirus. “C’è un bimbo ricoverato al Civile di Brescia – ha detto – che si trova più o meno nelle stesse condizioni del bambino ricoverato nei giorni scorsi a Bergamo. Entrato con problemi respiratori è in patologia neonatale, respira autonomamente ed è stabile”.

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