Sesso e droga, sgominata banda di albanesi

La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone

Sesso e droga, sgominata banda di albanesi
Monza, 06 Luglio 2019 ore 19:05

Trafficavano fino a venti chilogrammi di cocaina per volta e sfruttavano almeno sei sette donne (quasi tutte rumene) costringendole a prostituirsi per ricavare almeno 400 euro a serata. La Polizia di Stato ha sgominato una banda di albanesi che aveva in mano un giro di droga e prostituzione di una certa rilevanza tra l’hinterland milanese e la Brianza.

Otto albanesi in carcere

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di otto persone per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione, grazie anche alla collaborazione della Squadra Mobile meneghina con la Polizia Albanese. Nei confronti degli albanesi sono state effettuate  perquisizioni personali e locali all’esito delle quali è stato sottoposto a sequestro un appartamento, due conti correnti e due autovetture di proprietà degli indagati.

L’indagine

Le indagini sono iniziate nell’aprile del 2017 e hanno portato alla luce l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato, dedito al traffico di sostanze stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione i cui membri albanesi sono tra loro legati da un forte vincolo di parentela, impermeabile dall’esterno, in quanto appartenenti quasi tutti alla famiglia e originari della città di Lezhe. Un sodalizio di grande spessore criminale, che arrivava a importare ingenti quantità di stupefacente nell’ordine di 15 – 20 chilogrammi di cocaina per ogni carico, che il gruppo criminale occultava in box specificatamente dedicati per poi smistarla e rivenderla a prezzo maggiorato nell’ordine di mezzo chilo, 1 chilo, 2 chili a connazionali spacciatori, rivelatisi fidati.

La prostituzione

Un giro di droga possibile grazie anche  agli importanti proventi illeciti derivanti dal controllo delle zone di prostituzione. Le prostitute rumene erano costrette a corrispondere quotidianamente i proventi del sesso a pagamento ai propri sfruttatori che, non svolgendo alcuna attività lavorativa né avendo alcuna fonte di reddito regolare, vivevano proprio di questo. Anche per questo erano soliti esercitare un capillare controllo del territorio, presidiando costantemente le zone di prostituzione nella loro disponibilità, respingendo prontamente, spesso col ricorso alla violenza, eventuali tentativi di insediamento di gruppi criminali concorrenti.

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