Settecento brianzoli sabato manifesteranno a Roma

Parteciperanno alla manifestazione nazionale #FuturoalLavoro promossa in piazza San Giovanni da Cgil, Cisl e Uil.

Settecento  brianzoli sabato  manifesteranno a Roma
06 Febbraio 2019 ore 12:05

Settecento i brianzoli che manifesteranno a Roma. Partiranno alla volta della capitale venerdì sera, in treno e in autobus.

Settecento brianzoli a Roma

Andranno nella capitale per protestare contro la manovra economica del Governo. Saranno 700 i brianzoli che venerdì sera faranno rotta su Roma, in treno e in autobus. Per partecipare alla manifestazione nazionale #FuturoalLavoro in programma sabato 9 febbraio in piazza San Giovanni. A promuovere l’iniziativa sono stati i sindacati di Cgil, Cisl e Uil.

Una lettera per spiegare “perché”

Le organizzazioni sindacali brianzole hanno spiegato la loro posizione in una lettera inviata anche al prefetto, al presidente della Provincia MB, ai sindaci, ai responsabili delle organizzazioni imprenditoriali e delle associazioni, ai parlamentari e consiglieri regionali, agli europarlamentari eletti nel territorio e ai responsabili delle forze politiche della Provincia.

Una lettera nella quale viene spiegato come “la Legge di Bilancio, purtroppo, non ha dato, a nostro parere, adeguate soluzioni alla situazione del Paese: è insufficiente e recessiva, perché taglia gli investimenti produttivi fondamentali per la crescita e lo sviluppo. Non diminuisce la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente e da pensione, rinunciando così ad agire sulla domanda interna. Non favorisce la creazione di lavoro stabile né la coesione del Paese”. La lettera è sottoscritta da Angela Mondellini, Rita Pavan e Abele Parente (nella foto in alto), rispettivamente segretari generali di Cgil MB, Cisl MB-Lecco e Uil Monza e Brianza.

I rilievi mossi

In campo pensionistico i sindacati non sono contrari a quota 100, considerano però il provvedimento “insufficiente nell’ambito di una revisione del sistema previdenziale. Chi ha iniziato a lavorare presto, dovrà comunque andare in pensione prima”. Lo stesso scetticismo accompagna l’avvio del reddito d cittadinanza. Nonostante, fanno notare i tre segretari “il buon  lavoro svolto sul territorio da Afol, l’Agenza che gestisce i centri per l’impiego”. Ancora più netta l’opposizione alla cosiddetta “pace fiscale, in realtà un condono, una scelta diseducativa, una beffa per chi paga regolarmente le tasse”.

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