Cronaca
Giussano

Si mettono indebitamente in tasca gli aiuti dello Stato per il Covid: denunciati imprenditore e la sua famiglia

Sono 147 mila euro che l'uomo avrebbe chiesto e ottenuto millantando il calo di fatturato della sua impresa

Si mettono indebitamente in tasca gli aiuti dello Stato per il Covid: denunciati imprenditore e la sua famiglia
Cronaca Caratese, 07 Luglio 2022 ore 08:50

Avrebbe percepito contributi a fondo perduto - previsti dal Decreto Rilancio ed erogati dall’Agenzia delle Entrate a soggetti economici con cali di fatturato - per 147 mila euro. Peccato che quei soldi poi non sarebbero andati a rimpolpare le casse della sua azienda in crisi ma quelle sue e dei suoi famigliari. E' finito nei guai il titolare di una società specializzata nell’installazione di impianti elettrici con sede a Giussano, pizzicato dalla Guardia di Finanza.

Pizzicato dalle Fiamme Gialle

L'operazione è stata svolta nell'ambito del piano di controlli dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza. Le Fiamme Gialle, a seguito dell’intensificazione delle attività di polizia economico-finanziaria da tempo avviata ai fini del contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Monza un imprenditore che, senza averne diritto, avrebbe percepito dallo Stato contributi a fondo perduto  per 147 mila euro.

In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Monza, nell’ambito delle attività volte a contrastare gli illeciti a danno della corretta destinazione delle misure di sostegno alle imprese adottate per fronteggiare la crisi economica derivante dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno sviluppato, su delega della Procura della Repubblica di Monza, una mirata attività di polizia giudiziaria nei confronti di una società giussanese – operante nel settore dell’installazione di impianti elettrici – risultata, in esito alle indagini, indebita beneficiaria di un contributo a fondo perduto dell’importo di 147 mila euro. Indebita perché è risultato che  la corrispondente istanza di accesso al beneficio era viziata da false  dichiarazioni relative ai dati del fatturato dell'impresa.

I soldi sono finiti nelle sue tasche

A seguito delle investigazioni condotte dalle Fiamme Gialle, anche con indagini finanziarie ed accertamenti patrimoniali, è stato accertato che il contributo a fondo perduto illecitamente ottenuto era stato inoltre interamente dirottato dal conto corrente aziendale con bonifici e prelievi di denaro contante destinati all’imprenditore e suoi familiari, questi ultimi conseguentemente deferiti all’Autorità Giudiziaria per ipotesi di riciclaggio e ricettazione.

Non è finita: gli ulteriori approfondimenti hanno altresì consentito di intercettare due tentativi di indebita percezione di altri contributi a fondo perduto per complessivi ulteriori 375 mila euro, richiesti dal medesimo imprenditore a favore di due società sempre riconducibili a lui, i cui valori di fatturato erano parimenti difformi da quelli falsamente indicati nelle istanze presentate.

Al termine delle indagini, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca fino a concorrenza della somma di circa 210 mila euro corrispondente
all’importo del contributo a fondo perduto indebitamente percepito e al profitto del reato di ricettazione.

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