Degrado

Sindaco “ispettore” nelle case Aler, taccuino e foto per denunciare il degrado

Ieri mattina, venerdì, il primo cittadino di Arcore Maurizio Bono ha effettuato un sopralluogo nelle case popolari di Cascina del Bruno gestite da Aler

Sindaco “ispettore” nelle case Aler, taccuino e foto per denunciare il degrado

Per una mattina, quella di ieri, venerdì 3 aprile,  ha messo da parte i codici di diritto penale e la fascia tricolore d’ordinanza, preferendo indossare i panni del detective. Maurizio Bono, sindaco di Arcore, pochi minuti dopo mezzogiorno, si è presentato alle case comunali di Cascina del Bruno con l’approccio di chi sta istruendo un processo per direttissima contro l’incuria per dare una mano ai suoi concittadini.

Accompagnato dal “testimone chiave” Albino Penati, presidente del Comitato di Quartiere, il sindaco ha condotto un’ispezione minuziosa in quel complesso di circa trenta appartamenti gestito da Aler. Trenta unità, di cui ventiquattro abitate e sei che attendono di essere sistemate e successivamente assegnate, diventate oggi il teatro di un’indagine accurata. Durante il suo tour ha raccolto le testimonianze dei residenti, stanchi delle continue segnalazioni inviate ad Aler e mai ascoltate.

Un reportage fotografico approfondito da «scena del crimine»

Non c’erano agenti della Scientifica, sia chiaro,  ma il sindaco si è mosso con la stessa precisione. Armato di penna, del suo immancabile taccuino e soprattutto del suo smartphone, Bono ha documentato ogni singola prova dell’incuria: ha scattato decine di fotografie a macchie di umidità, infiltrazioni d’acqua, tapparelle bloccate e infissi ormai fuori uso. Ha perlustrato tutti i locali e preso nota delle criticità.


L’occhio del penalista non ha lasciato nulla al caso. Ogni scatto servirà a comporre un dossier inattaccabile da presentare ad Aler. L’obiettivo è chiaro: non una semplice lamentela, ma una richiesta di intervento puntuale, una sorta di “atto d’accusa” documentato che non permetta repliche burocratiche a chi dovrebbe garantire la manutenzione e la dignità dell’abitare.

L’incontro con i residenti

Ma il ruolo di “avvocato del territorio” e sindaco della gente Bono lo ha esercitato anche nei giorni scorsi, smussando gli angoli di una convivenza condominiale diventata tesa ormai da mesi. Incontrando i residenti della corte, una comunità multietnica composta da molte famiglie italiane e straniere, il sindaco ha raccolto le lamentele relative agli schiamazzi notturni. Il piazzale, infatti, era diventato il campo da calcio improvvisato dei ragazzini della zona, con urla e pallonate fino a tarda sera.

Una problematica che l’Amministrazione sta seguendo già da parecchi mesi e che ora sembra essere arrivata ad una soluzione.

“Ho spiegato ai residenti che c’è un regolamento condominiale da rispettare – ha spiegato Bono – Ci sono degli orari in cui è vietato il gioco del pallone, per esempio dalle 14 alle 16 e durante la notte. Ma non possiamo vietare sempre ai ragazzi di giocare”.

 

La mediazione

Come in ogni buona mediazione, la soluzione è arrivata con i fatti. Se da un lato il primo cittadino esige il ripristino strutturale degli appartamenti, dall’altro ha voluto offrire una via d’uscita ai giovani del quartiere. Proprio in questi giorni, infatti, il Comitato di Quartiere ha ultimato i lavori al Pratone Varinelli, inaugurando un nuovo campo da calcetto e uno da pallavolo che così potrannno essere utilizzati dai ragazzi del quartiere.


Si tratta di una valvola di sfogo essenziale: i ragazzi avranno finalmente uno spazio professionale dove correre e urlare in libertà, permettendo così al cortile di Cascina del Bruno di ritrovare la necessaria quiete. Tra foto-denunce e nuovi spazi aggregativi, la «strategia difensiva» del sindaco per il suo quartiere sembra aver colto nel segno: documentare il passato per ricostruire, finalmente, il presente. Il dossier fotografico raccolto stamattina verrà inoltrato ufficialmente agli uffici di Aler nei prossimi giorni, con la richiesta di un cronoprogramma certo per le riparazioni.