Cronaca

Sit-in degli studenti delle superiori per un rientro a scuola in sicurezza

La manifestazione ha preso il via alle 8 di questa mattina sotto l'Arengario, a Monza

Sit-in degli studenti delle superiori per un rientro a scuola in sicurezza
Cronaca Monza, 23 Gennaio 2021 ore 10:21

Sit-in degli studenti delle superiori per un rientro a scuola in sicurezza. La manifestazione ha preso il via alle 8 di questa mattina – sabato 23 gennaio 2021 – sotto l’Arengario, a Monza.

Sit-in in Arengario degli studenti delle superiori

Pc, auricolari e coperte per proteggersi dal freddo, gli studenti (per la maggior parte del liceo classico e musicale Zucchi e del liceo artistico Nanni Valentini), sono scesi di nuovo in piazza dopo la protesta di giovedì (che si è tenuta sempre a Monza, sotto l’Arengario) per un rientro in aula (sia pur al 50 per cento) celere e nella massima sicurezza.

“Rientro in aula in sicurezza”

I rappresentanti del liceo Zucchi Francesco Racioppi, Margherita Rinaldi, Carlotta Perego e Sara Somma

“Ci sono ben poche speranze che si possa rientrare in aula in sicurezza – ha spiegato Francesco Racioppi, rappresentante dello Zucchi – E non perché le scuole non si siano organizzate, ma perché il sistema dei trasporti non è adeguato. Si sarebbe dovuto pensare a una formula di collaborazione tra pubblico e privato per aumentare le corse e garantire così il distanziamento sui mezzi. Ma così non è stato”.

Ma a pesare è anche l’incertezza. “Cosa aspettano a comunicarci se lunedì effettivamente potremo rientrare in aula? – si chiedono Margherita Rinaldi, Sara Somma e Carlotta Perego, rappresentanti anch’esse del liceo Zucchi alludendo al ritorno della Lombardia in zona arancione – Forse ce lo diranno domenica sera. E’ questo il problema principale. Le comunicazioni vengono date da un giorno all’altro. Sono mesi che viviamo nell’incertezza. Le cose vengono decise dall’oggi al domani e questo è frustrante. Anche perché noi studenti la nostra parte la stiamo facendo. Siamo chiusi in casa da mesi e dobbiamo fare i conti con un futuro che appare quanto mai incerto. Adesso siamo davvero stanchi, vorremmo che la scuola fosse davvero una priorità per questo Paese”.

 

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