Soffocato dai debiti come il padre, chiede aiuto

L'accorato appello di Paride, il figlio dell'imprenditore Carmelo Giordano di Cesano Maderno, morto suicida nel 2016.

Soffocato dai debiti come il padre, chiede aiuto
Seregnese, 24 Ottobre 2018 ore 12:35

Soffocato dai debiti come il padre, chiede aiuto. L’accorato appello del figlio dell’imprenditore Carmelo Giordano di Cesano Maderno.

Soffocato dai debiti come il padre, chiede aiuto

“Mio padre si è suicidato a causa della crisi e dei debiti che hanno colpito la sua attività. Ora i debiti stanno soffocando me: chiedo un aiuto per poter ripartire”. L’accorato appello è lanciato da Paride Giordano, figlio di Carmelo Giordano, noto imprenditore edile di Cesano ed ex consigliere comunale della Lega, che si è tolto la vita due anni fa.

La famiglia Giordano sommersa dai debiti

Per far fronte ai debiti accumulati dalla società, la sua famiglia ha perso tutto: la casa, i risparmi e con essi il futuro. E il giovane figlio, 31 anni, che si trova a dover far fronte a una coda di debiti, ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi attraverso il sito Internet buonacausa.org per ricominciare ad avere una speranza per il futuro.  “Abbiamo perso tutto, anche la speranza e una parte di dignità”, spiega.

Il fuggi fuggi degli amici

Ripercorrendo gli ultimi anni di vita del padre, il figlio Paride, intervistato dal Giornale di Seregno, racconta l’amarezza per il fuggi fuggi di persone che un tempo erano state aiutate da Giordano e che si professavano amiche, ma gli hanno voltato le spalle quando era l’imprenditore ad avere bisogno di un aiuto. “C’è grande amarezza per l’ipocrisia di queste persone che si sono approfittate della generosità di mio padre”, ha sottolineato il 31enne che paga anche la difficoltà dei giovani a trovare lavoro.

L’appello via Internet

Paride Giordano chiede una mano per ripartire da zero e riuscire a costruirsi un futuro con le sue mani, senza il pesante fardello che si trova ad affrontare: “Quello che deciderete di donarmi verrà utilizzato per pagare cartelle dell’Agenzia delle Entrate, multe, bolli e bollette arretrate e per cercare di ripartire dopo una lunga serie di eventi traumatici e devastanti che mi hanno tolto il sorriso, la serenità e la fiducia nella vita. Ho ancora voglia di lottare ed ogni piccola donazione mi aiuterà ad andare avanti e a non sentirmi solo”.

L’intervista completa sul Giornale di Seregno in edicola da ieri, martedì 23 ottobre