Stazione spaziale cinese in caduta: tranquilli non ci finirà in testa

Alcuni frammenti potrebbero precipitare sull’Italia tra il 28 marzo e il 4 aprile: previsione più probabile a mezzogiorno di Pasqua.

Stazione spaziale cinese in caduta: tranquilli non ci finirà in testa
Monza, 26 Marzo 2018 ore 15:57

Stazione spaziale cinese in caduta: dalla protezione civile inviata una circolare a Ministeri e Regioni, la Tiangong 1 potrebbe cadere sul nostro paese intorno a Pasqua.

Stazione spaziale cinese in caduta sull’Italia

Cadrà sull’Italia? Forse. Quando? Attorno a Pasqua. La stazione spaziale cinese Tiangong 1 (nello spazio dal 2010) è, infatti, prossima al pensionamento e ormai in “caduta libera”. Il suo ingresso nell’atmosfera potrebbe interessare la nostra nazione: dovrebbe disintegrarsi con l’attrito, ma non è detto che qualche frammento possa giungere fino a terra.

A comunicarlo è la Protezione civile, che comunque fa sapere che il monitoraggio sarà compito dell’Agenzia Spaziale Italia, che “curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali”.

Una “stella cadente” anomala

I frammenti della stazione potrebbero finire sull’Italia tra il 28 marzo e il 4 aprile e riguardare “le Regioni a sud dell’Emilia-Romagna”. Al momento la previsione (soggetta a variazioni in funzione dell’evoluzione del flusso solare e delle tempeste geomagnetiche) data con maggior probabilità indica le le 12.25 di domenica 1 aprile.

In ogni caso, noi lombardi, in sintesi, possiamo dormire sonni tranquilli.

Il vademecum

Ricordando che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari, la Protezione civile ha pubblicato un vademecum sui comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.

  1. è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate.
  2. i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone. Pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici.
  3. all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti.
  4. è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto.
  5. alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.
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