Suicidio assistito Dj Fabo: anche la Corte di Milano ha assolto Cappato

La sentenza era stata "anticipata" già a fine settembre da un pronunciamento della Corte costituzionale.

Monza, 23 Dicembre 2019 ore 16:26


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Il fatto non sussiste. Con questa formula la Corte d’Assise di Milano assolto il radicale Marco Cappato imputato di aiuto al suicidio di Dj Fabo.

Corte di Milano ha assolto Cappato

Applausi in aula dopo la sentenza, che era stata in qualche modo “anticipata” a fine settembre da un pronunciamento della Corte costituzionale, che aveva ritenuto

“non punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio – autonomamente e liberamente formatosi – di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

Dj Fabo e Cappato

Suicidio assistito: il caso Dj Fabo

Dunque assolto il radicale Marco Cappato (abita da alcuni anni a Vedano, accanto a Monza) che rischiava fino a 12 anni di carcere per aver accompagnato DJ Fabo in una clinica Svizzera. Il quarantenne milanese aveva espresso pubblicamente la volontà di porre fine alle proprie sofferenze, Cappato si era autodenunciato dopo averlo portato in Svizzera.

La Corte d’assise di Milano ha dato ragione al Procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano aveva chiesto l’assoluzione di Cappato, dicendosi però dispiaciuta per la mancanza di un intervento del Parlamento, che ancora non ha promulgato una legge sul fine vita.

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Così si espresse Cappato dopo il pronunciamento di settembre: