Furto sventato

Sulbiate: sorpreso a rubare in casa parrocchiale e in chiesa, marocchino in manette

Un 31enne è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Vimercate prima che potesse scappare

Sulbiate: sorpreso a rubare in casa parrocchiale e in chiesa, marocchino in manette
Vimercatese, 19 Novembre 2020 ore 17:37

Sulbiate: sorpreso a rubare in casa parrocchiale e in chiesa, marocchino finisce in manette. E’ accaduto mercoledì mattina, a trarre in arresto il 31enne sono stati i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Vimercate.

Beccato a rubare in casa parrocchiale e in chiesa

Prima ha forzato una finestra della casa parrocchiale mettendo le mani su alcuni effetti personali del sacerdote residente. Poi è entrato in chiesa con l’intento di svuotare la cassetta delle offerte, ma gli è andata male. A finire in manette è stato un 31enne di origini marocchine, arrestato dai Carabinieri di Vimercate prima che riuscisse a far perdere le proprie tracce. All’arrivo dei Militari, infatti, l’uomo ha tentato di allontanarsi dalla chiesa, ma è stato prontamente bloccato dall’intervento delle Forze dell’ordine.

La refurtiva

Durante la perquisizione all’interno di due zaini sono stati rivenuti vari generi alimentari, un pc portatile, un orologio da uomo e un telefono cellulare. Dopo una rapida ispezione dei luoghi, ci è voluto poco per capire che lo stesso marocchino era entrato nella chiesa attraverso la porta comunicante con la casa parrocchiale a cui aveva avuto accesso forzando una finestra. All’arrivo del sacerdote, allertato dai Carabinieri, è stato acclarato che gli oggetti trovati in possesso del giovane fermato, compresi i due zaini usati per caricarsi la refurtiva sulle spalle, erano stati razziati dal suo appartamento.

Manette ai polsi

Per il 31enne sono subito scattate le manette ai polsi e dichiarato in stato di arresto con l’accusa di furto aggravato. Trattenuto per qualche ora presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia, nella tarda mattina si è svolto, a mezzo video-conferenza con il Tribunale di Monza, il processo per direttissima, conclusosi con la convalida dell’arresto con sottoposizione alla misura cautelare in carcere, dove l’uomo è stato successivamente accompagnato.

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