Tagli ai bus e aumenti tariffari: ecco il piano d’emergenza

L’Agenzia sospende per 15 giorni il bilancio e cerca nuove risorse

Tagli ai bus e aumenti tariffari: ecco il piano d’emergenza
Cronaca 30 Settembre 2017 ore 11:50

Aumenti delle tariffe e nuovi tagli al servizio trasporti

Tagli ai bus e aumenti tariffari dei trasporti

Questa volta non è solo un’ipotesi: lo scenario è già stato studiato nel dettaglio dall’Agenzia per il trasporto pubblico locale e se in un paio di settimane non saranno trovati i soldi che mancano (1,5 milioni per il 2017 e 1 milione e 750mila euro per il 2018), diventerà realtà. L’Assemblea dei soci ha deciso di sospendere il bilancio per un paio di settimane, nella speranza di trovare una soluzione in extremis.

trasporti

Umberto Regalia, presidente dell’Agenzia per il Tpl di Milano, Monza, Lodi e Pavia, è chiaro: “Da qui a 15 giorni dobbiamo approvare l’assestamento al bilancio. Il piano di rientro del debito ha davanti tre possibilità, o la loro combinazione: un nuovo e ultimo contributo regionale, oppure che altri soci dell’Agenzia ci mettano risorse loro, o un piano di tagli ai servizi e aumenti tariffari che, avendo aspettato troppo ad affrontare l’inevitabile, farà sicuramente male ai cittadini, alle imprese e ai lavoratori”.

 

 

Aumento tariffario sull’abbonamento settimanale

I primi interventi previsti riguardano l’aumento tariffario sull’abbonamento settimanale 6×2, considerato il più economico e quindi in grado di sopportare meglio il rincaro (con un recupero massimo di 500mila euro l’anno), oltre a una razionalizzazione a basso impatto sull’utenza, con l’eliminazione delle ultime sovrapposizioni di servizio (in alcuni casi con accorpamenti di linee preesistenti e modifica parziale dei percorsi), l’arretramento dei capolinea di alcune linee a nodi di interscambio con MM e RFI e l’eliminazione di alcune corse nelle ore di morbida, oltre alla semplificazione e uniformazione del calendario annuale e dell’arco orario giornaliero di servizio.

I risparmi

La somma di questi interventi può comportare un risparmio di un milione e 370mila euro l’anno, che valgono 228mila euro per il 2017 se applicati da inizio novembre – continua Regalia -. Applicando questi tagli dall’inizio di novembre il disavanzo residuo è comunque di un milione e 286mila euro”. Quindi bisognerebbe passare a un secondo livello di interventi con tagli veri e propri. “Se queste risorse non fossero disponibili né da parte della Regione né dei soci, l’equilibrio di bilancio imposto dalla legge, oltre agli interventi sui settimanali imporrà a decorrere dal 1° gennaio 2018 almeno il taglio di 752mila chilometri, pari al 3 per cento circa del servizio dell’intero bacino, che per intenderci è il peso del taglio proposto un anno fa a carico della z225 e z227 – conclude Regalia.

L’appello agli enti pubblici

“Il 3% sembra poco, ma si è già raschiato il fondo del barile del servizio, a togliere ancora anche poco si fa il buco” – ha spiegato Regalia. Di qui l’ultimo appello agli enti pubblici, a partire dalla Regione, che in questi anni è spesso intervenuta a metterci una toppa: “Il trasporto pubblico locale porta per il 70 per cento i ragazzi a scuola. Eliminare un solo bus – ricorda il presidente dell’Agenzia – significa lasciare a piedi decine di ragazzi per i quali l’unica alternativa sono le gambe o la famiglia. Senza contare che se si tagliano i servizi le imprese tagliano i lavoratori”.

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