«Mi ha puntato un coltello alla gola e ha cercato di sgozzarmi. Ho gridato no e ho pensato che sarei morto». Ha ancora la voce scossa, i segni sul collo e le mani ferite il tassista monzese, padre di famiglia, aggredito giovedì mattina 12 febbraio 2026 all’alba dopo una corsa apparentemente normale trasformatasi in un incubo.
La chiamata al tassista
La chiamata era arrivata alle 6.20 da un numero già conosciuto, un cliente trasportato anche in passato. Destinazione Triante, quartiere residenziale: nulla che potesse far sospettare un pericolo.
Durante il tragitto l’uomo aveva detto di non avere i soldi per pagare. Il tassista aveva proposto di lasciarlo scendere, ma il cliente aveva insistito: pagherà la persona che doveva incontrare. Una situazione già capitata altre volte, che non ha agitato il malcapitato tassista.
Arrivati davanti al palazzo, però, nulla è andato come previsto. «La persona che avrebbe dovuto pagare la corsa non scendeva e il cliente mi ha chiesto di salire insieme. Era una palazzina signorile, ho acconsentito pensando ci avrebbe accolto un suo parente», spiega ancora il tassista (che ha chiesto l’anonimato per una questione di sicurezza).
Quindi l’ascensore si è aperto su un piccolo atrio di pochi metri quadrati. Dalla porta è uscito quest’uomo nudo e in evidente stato di alterazione.
Il racconto dell’aggressione
«Ho capito subito che le cose non si mettevano bene quando mi ha chiesto perché eravamo lì. “Sarebbe per i soldi, ma non importa”, ho risposto, cercando di andarmene. È stato un secondo, si è gettato su di me con il coltello, ha cercato di colpirmi alla gola. Ho pensato: sto morendo. A quel punto ho pensato ai miei figli e ho resistito, cercando di non lasciargli affondare la lama nel collo».
Per difendersi il tassista ha afferrato la lama a mani nude, ferendosi pur di impedire all’aggressore di recidergli la gola.
Nel tentativo disperato di salvarsi a quel punto ha sfondato correndo una porta a vetri e si è lanciato sulle scale, sempre con l’aggressore alle spalle. Durante la fuga è riuscito a impossessarsi della lama. «Stringevo il coltello fortissimo da farmi venire gli ematomi alle mani, avevo paura che se fosse caduto e lo avesse ripreso mi avrebbe ammazzato».
Sanguinante e sotto shock l’uomo è riuscito ad arrivare in strada. Una donna lo ha visto e lui, sotto shock, con le lacrime e sanguinante, è riuscito solo a dire di essere stato accoltellato. Poco distante ha trovato ancora il taxi con le quattro frecce accese.
«Era ancora buio, sono salito e mi sono allontanato per mettersi in salvo – ha spiegato – Il mio primo pensiero è stato di avvisare subito la centrale radiotaxi di non inviare altre auto in quel posto se avessero richiamato, per non far correre rischi ad altri».
L’uomo è stato fermato
A quel punto è partita la macchina dei soccorsi. Una pattuglia dei carabinieri e un’ambulanza hanno raggiunto l’abitazione a Triante: l’aggressore, che nel frattempo si era ferito con i vetri infranti, è stato fermato e trasportato all’ospedale. Erano giorni che i residenti segnalavano movimenti sospetti in quell’appartamento e ora starà agli inquirenti capire come procedere. Il tassista invece è riuscito a raggiungere piazza Carducci dove, intorno alle 7.30, sono arrivati i soccorsi e i militari dell’Arma per raccogliere la sua testimonianza.
Il tassista ora è a casa, ancora sotto shock. Le ferite alle mani e al collo guariranno, ma quelle psicologiche lo faranno molto più lentamente: dopo aver visto la lama a pochi centimetri dal collo, tornare al volante non sarà semplice e potrebbe essere necessario anche un supporto psicologico per superare quanto vissuto.
«Ho davvero pensato di non tornare più dai miei figli, resta ancora tanta paura».