Cronaca

Tassista morì da eroe per salvare due automobilisti, ora le assicurazioni non vogliono risarcire i familiari

Sarà intentata una causa civile al Tribunale di Monza.

Tassista morì da eroe per salvare due automobilisti, ora le assicurazioni non vogliono risarcire i familiari
Caratese, 16 Ottobre 2020 ore 16:44

Ha perso la vita per salvare due automobilisti: ora le compagnie assicurative non vogliono pagare il risarcimento alla famiglia. Eugenio Fumagalli, il tassista eroe di Albiate, è morto il 13 gennaio del 2019 sulla Milano-Meda.

Ha perso la vita per salvare due automobilisti: ora le compagnie non vogliono pagare il risarcimento alla famiglia

Ha perso la vita per salvare due automobilisti ma le assicurazioni non vogliono pagare alcun risarcimento alla sua famiglia: sarà intentata una causa civile al Tribunale di Monza.
Eugenio Fumagalli, 47 anni, di Albiate, è morto il 13 gennaio 2019, dopo essere sceso dal suo Taxi, in Milano – Meda, all’altezza di Cesano Maderno, per soccorrere due ragazzi speronati da un pirata della strada ritracciato poche ore dopo e risultato positivo all’alcol test.

Eugenio Fumagalli, aveva capito subito la gravità dell’incidente: aveva accostato, aveva indossato il giubbetto catarifrangente ed era accorso in aiuto della coppia sulla Seicento. Poi, improvvisamente, era arrivata a grande velocità un’auto, guidata da un 48enne di Meda, che era piombata sulla Seicento. Nella violenza dell’urto, il tassista era stato scagliato a più di trenta metri di distanza. Un impatto terribile, che non gli aveva lasciato scampo.

“Purtroppo, nonostante ogni tentativo fatto, entrambe le compagnie assicurative chiamate a risarcire i familiari continuano a negare le responsabilità dei propri assicurati – spiega Fernando Rosa, responsabile di Giesse Risarcimento Danni, il gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti mortali al quale si sono affidati i familiari dell’albiatese – Per questo siamo costretti a intentare una causa civile che, purtroppo, non farà che protrarre e rinnovare, udienza dopo udienza, il dolore dei familiari”.

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