Giussano

Telemedicina, l’ ospedale di Giussano diventa un modello

Dieci elettrocardiografici a disposizione, otto i pazienti che stanno sperimentando il dispositivo

Telemedicina, l’ ospedale di Giussano diventa un modello
Caratese, 15 Ottobre 2020 ore 11:49

Telemedicina, l’ ospedale di Giussano diventa un modello

Sperimentazione di successo al Borella

Telemedicina, l’ ospedale di Giussano diventa un modello.  La telemedicina è stata introdotta, nell’organizzazione dell’offerta sanitaria dell’ASST di Vimercate, nel corso del picco dell’emergenza da Covid, in pieno lockdown il che ne ha accelerato l’utilizzo. Lo si sta sperimentando e sviluppando, tra i primi in Brianza, presso il presidio di Giussano, uno dei quattro ospedali conferiti all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale. Responsabile del progetto il cardiologo Domenico Cuzzucrea.

Come funziona

Si dotano i pazienti di un device elettrocardiografico per il loro monitoraggio a distanza. Ad oggi, il sistema è in via di consolidamento: “L’apprezzamento e la soddisfazione dei pazienti coinvolti – spiega Guido Grignaffini, direttore socio sanitario dell’ASST – è molto confortante, come testimoniano diverse lettere di encomio ricevute in proposito. E’ certo che abbiamo fatto un salto in avanti rispetto a come è stata strutturata sino ad oggi la telemedicina. Siamo passati dalla semplice televisita – aggiunge il manager – all’utilizzo sinergico di un supporto diagnostico strumentale non previsto dal modello tradizionale di telemedicina”. Di più: è stata realizzata dai Sistemi Informativi dell’ASST una piattaforma digitale destinata ad acquisire i dati registrati dall’elettrocardiografo, ad elaborarli e organizzarli nel fascicolo sanitario del paziente. I dispositivi sono facili e semplici da usare. Hanno una struttura di ultima generazione e sono in grado di configurare una elettrocardiografia completa. Nell’esperienza realizzata a Giussano hanno confermato una sensibilità diagnostica molto elevata.

I pazienti che partecipano al progetto

I pazienti che stanno partecipando al progetto sono soggetti fragili e cronici. Hanno una patologia cardiaca o vivono problematiche aritmologiche. I passaggi previsti dal modello? “Il paziente viene valutato inizialmente in ambulatorio – spiega Cuzzucrea – gli si consegna l’elettrocardiografo, con tutte le istruzioni del caso, e lo si dimette al domicilio”.

Settimanalmente il malato registra il proprio ecg e lo trasmette all’ospedale. Il documento viene refertato in tempo reale dal cardiologo: se non si accertano criticità particolari viene archiviato; in caso contrario il malato viene invitato (a seconda della serietà del problema emerso) o in ambulatorio o in televisita.

Dieci sono i dispositivi elettrocardiografici a disposizione del team dello specialista dell’ASST; otto i pazienti “arruolati”. Sono tutti residenti in un’area su cui insistono i territori di Desio, Seregno, Meda, Carate. L’età media è compresa tra i 65 e i 75 anni. I malati sono monitorati per tre mesi, dopo di ché vengono rivalutati: se permangono condizioni di estrema fragilità il sistema di monitoraggio è rinnovato per altri tre mesi.

ll progetto ha preso corpo all’Ospedale di Giussano – ricorda Nunzio Del Sorbo, direttore generale dell’ASST – contando sulla competenza consolidata di Domenico Cuzzucrea e dei suoi collaboratori. Nelle prossime settimane verificheremo la possibilità di estendere il modello anche agli altrui due ospedali dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale, Carate e Vimercate, per il quale sono disponibili altri 10 elettrocardiografi”.

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