I Carabinieri della Stazione di Arcore hanno denunciato un 21enne originario di Palermo, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di un tentativo di truffa aggravata ai danni di una coppia residente a Lesmo.
L’indagine
L’operazione ha preso avvio a seguito di un inganno telefonico orchestrato da un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri di Monza”. Il malvivente aveva contattato le vittime sulla linea fissa, sostenendo falsamente che la loro auto fosse rimasta coinvolta in una rapina a una gioielleria e che le relative targhe fossero state clonate.
Per rendere il racconto più verosimile, i responsabili hanno utilizzato la tecnica dello “spoofing”, facendo apparire sul display del cellulare della figlia dei coniugi il reale numero della Caserma di Monza.
Sotto una costante pressione psicologica e la simulazione di una chiamata da parte di un legale, il pensionato e la moglie sono stati indotti a raccogliere gioielli, oro e denaro contante in un sacchetto. Erano stati convinti che un perito sarebbe passato a breve per verificarne la legittima provenienza, escludendo che si trattasse della refurtiva della falsa rapina.
La prontezza delle vittime ha tuttavia fatto sfumare il piano criminoso: insospettiti dalle modalità della richiesta, i familiari sono riusciti a contattare i Carabinieri di Arcore, scoprendo l’inganno. Il sedicente perito, che si trovava già all’esterno dell’abitazione in attesa di ritirare il bottino, si è accorto della reazione dei proprietari e ha tentato la fuga a piedi. I militari dell’Arma sono intervenuti tempestivamente e, grazie alla descrizione fornita, lo hanno intercettato nelle immediate vicinanze
mentre tentava di mimetizzarsi togliendosi una felpa nera per rimanere in maglietta bianca, nascondendo il capo d’abbigliamento nello zaino. Il giovane, identificato tramite fotosegnalamento poiché privo di documenti, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza.