“Terrone” e “nomade”. Sono gli insulti indirizzati per tutta la partita al presidente della Folgore Caratese, Michele Criscitiello, durante la gara di campionato disputata sabato 17 ottobre scorso alla Sportitalia Arena di Carate Brianza e valida per la decima giornata di Serie C.
Un’escalation di cori beceri e denigrazioni territoriali arrivati dal settore ospiti che ha trasformato la sfida casalinga in una pagina amara, oscurando persino il verdetto del campo, dove il Treviso si è imposto per 0-2. Una condotta inaccettabile che non è passata inosservata agli occhi della Giustizia Sportiva, che ha stangato la società veneta con un’ammenda di 3.000 euro.
Offese dal settore ospiti per novanta minuti
Nel corso della sfida di sabato 17 ottobre sul terreno di casa della Sportitalia Arena, per l’intera durata dell’incontro, circa il 90% dei settantatre tifosi trevigiani posizionati nel Settore Distinti ha preso direttamente di mira il patron brianzolo, trasformando gli spalti in una cassa di risonanza per offese personali e sbeffeggiamenti legati alle sue origini irpine.
Come dettagliato nel referto ufficiale, il clima di ostilità ha scandito a più riprese il match. I cori di discriminazione sono esplosi fin dal fischio d’inizio e sono continuati con sistematica cadenza per tutto il corso della gara, alternati a raffiche di insulti personali e ulteriori slogan qualificati dal Giudice Sportivo come “beceri e di pessimo gusto”, reiterati con insistenza contro il tesserato della società ospitante.
La decisione del Giudice Sportivo
Nel determinare la sanzione, la Giustizia Sportiva ha sottolineato la particolare riprovevolezza delle offese, applicando il principio della continuazione per la ripetitività degli episodi. L’importo tiene conto delle attenuanti per le gare in trasferta e dei modelli organizzativi della società ospitata, che tuttavia non sono bastati a evitare una pesante condanna formale a fronte di comportamenti apertamente sanzionati dal Codice di Giustizia Sportiva.