Tiroide, l’importanza di una diagnosi precoce

Sabato 16 marzo il Poliambulatorio Medisan propone una giornata dedicata all'endocrinologia

Tiroide, l’importanza di una diagnosi precoce
Vimercatese, 01 Marzo 2019 ore 08:38

I problemi della tiroide coinvolgono una larga parte di pazienti prevalentemente anziani e di sesso femminile quando è determinante la genesi autoimmune. Ipotiroidismo, tireotossicosi, patologia nodulare benigna e maligna sono le prevalenti manifestazioni cliniche che afferiscono agli ambulatori specialistici di endocrinologia. Spesso la complessità clinica rende difficile l’iter diagnostico terapeutico soprattutto quando tardiva è la valutazione medica rispetto all’insorgenza dei sintomi e segni clinici. Determinante è la stretta collaborazione tra il medico di famiglia sul territorio e lo specialista per rendere più agevole il raggiungimento della guarigione.

Tiroide e farmaci

Numerosi farmaci sono in grado di interferire con l’omeostasi tiroidea. I fattori che influenzano l’impatto farmacologico sono di duplice natura: le condizioni tiroidee preesistenti al trattamento, la modalità di somministrazione e la cinetica del farmaco stesso. E’ inoltre di primaria importanza la valutazione dell’environment iodico cui il paziente è esposto. Tra i fattori inerenti il farmaco vanno pertanto segnalati il contenuto iodico, l’emivita farmacologica e la capacità di interagire con la risposta immune. Una corretta anamnesi ed un attento esame obbiettivo sono importanti nel paziente anziano, poiché i segni e i sintomi di ipertiroidismo, caratterizzato da eccesso di sintesi e secrezione degli ormoni tiroidei, possono essere sfumati. Gli anziani sono più vulnerabili agli effetti dell’ipertiroidismo (sub clinico e conclamato) soprattutto per ciò che attiene all’apparato cardiovascolare, metabolico osseo, metabolico intermedio e al sistema nervoso centrale.

L’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo sub clinico

È generalmente opportuno trattare anche l’ipertiroidismo sub clinico al fine di prevenire le complicanze cardiovascolari soprattutto nel grande anziano e nei pazienti con preesistente patologia cardiovascolare. La strategia terapeutica deve essere sempre individualizzata e discussa con il paziente in considerazioni dei rischi del trattamento, della prognosi globale, complessità cliniche e fragilità. L’ipotiroidismo sub clinico è una condizione caratterizzata da un incremento del TSH con ormoni tiroidei normali. I soggetti con tale pattern ormonale possono essere asintomatici, ma presenti alterazioni a carico degli organi bersaglio che, non corrette, inducono complicanze in grado di modificare la qualità e le aspettative di vita. L’ipotiroidismo sub clinico è frequente nella popolazione generale specie negli anziani ove determina un aumentato rischio cardiovascolare e di aterosclerosi, secondaria all’ipertensione arteriosa, dislipidemia, disfunzione endoteliale della parete dei vasi.

Tiroide

La tiroidite di Hashimoto e il carcinoma

La terapia sostitutiva con Levotiroxina corregge e previene l’aumentato rischio cardiovascolare, migliorando la qualità della vita, i disturbi psichici, cognitivi e muscolari che possono essere presenti. Tale trattamento è imperativo in gravidanza per le gravi alterazioni che può indurre nel nascituro. La tiroidite di Hashimoto, una volta considerata patologia rara, è oggi diagnosticata con estrema frequenza per la disponibilità al dosaggio degli anticorpi antitiroide con materiale di facile esecuzione, con frequenza elevata nel sesso femminile e la causa principale di ipotiroidismo spontaneo nell’adulto. A ciò si aggiunge l’indagine ecografica tiroidea che distingue i diversi quadri clinici e predice la progressione verso l’ipotiroidismo. Il carcinoma della tiroide, coinvolgente la patologia nodulare, rappresenta l’1-2% di tutte le neoplasie maligne, prevalente nel sesso femminile con aumento di incidenza nelle regioni più sviluppate, stabile la mortalità nonostante una diagnosi più precoce e procedure terapeutiche più efficaci.

Determinante è la diagnosi precoce

Come per la maggior parte delle neoplasie solide anche per i tumori della tiroide l’eziologia sembra multifattoriale e il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali nei soggetti a rischio (radiazioni ionizzanti, apporto iodico, gozzigeni, sesso, fattori ormonali, pre esistente patologia tiroidea, massa corporea, stile di vita, familiarità). Secondo la classificazione istopatologica i tumori differenziati derivanti dall’epitelio follicolare sono prevalenti, oltre il 95% della neoplasia tiroidea; il carcinoma papillare è in assoluto il più frequente con picco di incidenza tra la 3° e la 5° decade di vita. A seguire il carcinoma follicolare (frequenza 10%) con la variante aggressiva a cellule di Hurthle e il carcinoma poco differenziato, indifferenziato ad alta invasività. Determinante è la diagnosi precoce (marker ormonali, genetici, ecografia e citologia mediante ago aspirato) ed un appropriato efficace iter terapeutico.

Il ruolo di un’attenta valutazione specialistica

Seppur i tassi di mortalità per carcinoma tiroideo siano più bassi rispetto ad altri tumori, il rischio di recidiva persiste anche dopo molti anni. Pertanto è essenziale che il follow-up duri tutta la vita. Questa breve riflessione sugli aspetti clinici epidemiologici dei frequenti problemi della tiroide rende evidente l’importanza di una precoce ed attenta valutazione specialistica. Volta a migliorare l’efficacia terapeutica e a prevenire i possibili danni multiorgano delle sempre più frequenti forme latenti, sub cliniche di ipotiroidismo ed ipertiroidismo.

Una giornata dedicata all’endocrinologia

Il Poliambulatorio Medisan organizza sabato 16 marzo, a partire dalle ore 9, una giornata dedicata all’endocrinologia, in particolare alla tiroide. Il dottor Maurizio Capra, specialista in endocrinologia, è disponibile ad un breve colloquio con i pazienti, previa prenotazione telefonica. Tel. 039.5962664, cell. 375.5464290.

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