Torino, “Aiutatemi a trovare il ragazzo che mi ha salvata”: è un lentatese

Una tifosa juventina ha riconosciuto in un video il ragazzo che ha impedito alla folla di calpestarla: è il 25enne Alessandro Zibra

Torino, “Aiutatemi a trovare il ragazzo che mi ha salvata”: è un lentatese
06 Giugno 2017 ore 14:21

Folla impazzita a Torino, una tifosa juventina riconosce in un video il ragazzo che l’ha salvata e lancia un appello per trovarlo: si tratta del lentatese Alessandro Zibra, 25 anni, che sabato sera era in piazza San Carlo a guardare con gli amici la finale di Champions, quando si è scatenato l’inferno per un tremendo equivoco.

“Un forte rumore, poi gente che ci calpestava”

“Abbiamo sentito un forte rumore, poi la gente ha iniziato a correre e ci ha travolto, calpestandoci”, racconta Alessandro, che sabato sera si trovava a Torino con altri amici bianco-neri, tra cui Renato Scelzo, anche lui di Lentate, dove è volontario nel Comitato della Croce rossa.  E anche sabato sera non ci ha pensato due volte a mettersi al servizio degli altri, insieme all’amico di sempre Zibra. “Non appena siamo riusciti a rialzarci abbiamo iniziato ad aiutare altre persone, sembravano scene infernali, di un film di guerra, gente che correva, che gridava, che piangeva, abbiamo temuto di morire – ci dicono – Nella sfortuna siamo anche stati fortunati, abbiamo dolori e qualche taglio causato dai cocci di vetro, ma rispetto ad altri ce la siamo cavata”.

Tra le persone che ha soccorso a Torino c’è Agnese, che ha lanciato un appello con un tweet

Tra le persone soccorse da Alessandro c’è Agnese, che in un servizio di Sky Tg 24 ha riconosciuto il suo “angelo”. “Questo è molto probabilmente il volto del ragazzo che sabato ha impedito alla folla di calpestarmi, aiutatemi a trovarlo e ringraziarlo”, ha scritto su Twitter. E il suo appello non è rimasto inascoltato: il suo tweet e il video hanno fatto il giro della rete e ben presto è riuscita a mettersi in contatto, tramite i social, con il giovane lentatese. “Sinceramente non riesco a dire con certezza di essere stato io a soccorrere la ragazza, tra la calca e il caos abbiamo aiutato tante persone e non mi ricordo con precisione – afferma Alessandro – Però se lei si ricorda il mio volto, probabilmente è così”.

“Abbiamo fatto il possibile, ci siamo tutti aiutati a vicenda”

I due amici tengono però a precisare che “non abbiamo fatto nulla di eccezionale, ma quello che era nelle nostre possibilità per soccorrere chi era in difficoltà, come hanno fatto tanti altri. Sono stati momenti di aiuto collettivo, in cui chi riusciva ad alzarsi per primo andava subito a soccorrere chi ancora era a terra. Un’esperienza che non dimenticheremo mai”.

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