Treno fermo: incredibile ora Trenord se la prende con i passeggeri

Secondo Trenord: "Comportamento irregolare e pericoloso di alcuni passeggeri scesi sui binari dopo aver forzato le porte".

Treno fermo: incredibile ora Trenord se la prende con i passeggeri
Vimercatese, 31 Maggio 2018 ore 16:41

Oltre il danno anche la beffa, verrebbe da dire. Sì perchè  i pendolari, dopo aver patito le pene dell’inferno, ora sono anche messi sotto accusa. Al centro della polemica il treno fermo ieri sera sulla linea Lecco-Carnate – Milano. Un treno dal quale i viaggiatori esasperati sono scesi dopo una attesa estenuante (clicca qui per vedere i video).

Treno fermo, Trenord se la prende con i passeggeri

Oggi quindi Trenord ha diffuso un comunicato ufficiale che pubblichiamo integralmente

“Nella serata di mercoledì 30 maggio alle ore 19.25 la locomotiva del treno 2574 (Milano Centrale 18.43-Lecco 19.30) si è guastata tra le stazioni di Cernusco-Merate e Olgiate-Calco-Brivio. I sistemi di diagnostica a distanza hanno rilevato un guasto non risolvibile sul posto.  Trenord ha messo immediatamente in atto tutte le operazioni necessarie per il recupero del convoglio e per la riorganizzazione della circolazione sulle linee Milano-Lecco-Sondrio-Tirano e S8 Milano-Lecco via Carnate, che è proseguita a binario unico con ritardi medi di 30 minuti.I passeggeri a bordo del treno 2574 sono stati costantemente informati e assistiti dal personale Trenord. Alle ore 21.20 il convoglio è stato trainato fino alla stazione di Calolziocorte dal treno 10879 (Lecco 19.37-Milano Porta Garibaldi 20.38).Mentre erano in corso le operazioni di recupero, il treno 10874 (Milano Porta Garibaldi 18.52-Lecco 19.53) è rimasto fermo tra Osnago e Cernusco-Merate in attesa della retrocessione a Carnate, dove avrebbe potuto imboccare l’unico binario disponibile in direzione Lecco.  Nonostante l’assistenza prestata dal personale di bordo, alcuni viaggiatori hanno indebitamente forzato le porte del convoglio e sono scesi sulla massicciata. Questo comportamento irregolare e pericolo ha ritardato considerevolmente le operazioni di liberazione della linea”.

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