Il tempo non ha scalfito il dolore, ma ha consolidato il prestigio di una figura che rimane un faro di legalità per tutta l’Italia. L’intitolazione di oggi, lunedì 6 luglio, della caserma dei carabinieri del comando provinciale di Como, fortemente desiderata dalla vedova Laura e avallata dal Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Salvatore Luongo, rappresenta il suggello istituzionale al valore di un servitore dello Stato caduto nell’adempimento del proprio dovere.

Il legame con Arcore e il ricordo del sindaco Maurizio Bono
Sebbene il Maresciallo Sebastiano D’Immè fosse originario di Militello Val di Catania, la sua vita è profondamente intrecciata con Arcore, città dove risiede la moglie Laura e che da sempre lo considera un proprio cittadino esemplare. Proprio ad Arcore, l’amministrazione comunale ha dedicato una via alla sua memoria fin dai primi anni 2000.
In occasione di questo importante trentesimo anniversario, il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, ha voluto rinnovare il cordoglio e la vicinanza della comunità con un toccante ricordo ufficiale:
“Ricordare il Maresciallo D’Immè significa non solo rendere omaggio a un eroe, ma anche riaffermare il valore dell’esempio: il coraggio di chi sceglie ogni giorno di stare dalla parte dello Stato, anche quando questo comporta il prezzo più alto. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città di Arcore, rivolgo un pensiero commosso alla sua memoria, alla sua famiglia e a tutti gli uomini e le donne dell’Arma dei Carabinieri, che continuano a servire il Paese con dedizione, sacrificio e senso del dovere. Il suo nome e il suo esempio restano vivi nella memoria della nostra comunità.”

La cerimonia: un tributo all’eroismo
A Como, dicevamo, hanno partecipato le massime cariche istituzionali: tra i presenti, la vedova Laura, il Sottosegretario all’Interno On. Nicola Molteni, il Comandante interregionale Gen. C.A. Riccardo Galletta e le autorità prefettizie.
Il ricordo proseguirà domani, 7 luglio, a Locate Varesino (CO), teatro del tragico agguato del 1996, dove il Comune celebrerà la consueta commemorazione per onorare il giovane maresciallo, sposato da appena un anno al momento della sua morte.
Una vita spesa per il Paese
Dopo il servizio a Vimercate (MB) — dove la locale Compagnia è a lui intitolata — D’Immè si era distinto nel nucleo operativo di Como. Fu qui che affrontò rapinatori armati di kalashnikov; colpito in più parti del corpo, continuò a replicare al fuoco con eccezionale determinazione finché non si accasciò esanime, guadagnandosi la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”. A testimonianza del segno lasciato nell’Arma, a lui è stato dedicato in passato anche il 3º corso biennale Allievi Marescialli.
Le parole della vedova Laura
A trent’anni di distanza, il pensiero di Laura D’Immè rimane una guida:
“Sebastiano partì dalla Sicilia con il sogno di servire il nostro Paese. L’intitolazione è stata voluta affinché il suo sacrificio non venga mai dimenticato: egli rappresenta un forte esempio per le nuove generazioni, per i carabinieri e per tutta la comunità, testimoniando come l’impegno dei nostri eroi resti un patrimonio vivo e fonte di ispirazione per tutti.”
Oggi, la caserma di Como diventa un monumento vivente al ricordo di un uomo che, con l’animo puro, ha scritto una pagina indelebile della storia dei Carabinieri.