Cronaca
Il caso Cazzaniga

Truffa al pallavolista, sequestrate ingenti somme alle due donne indagate

Il provvedimento della Guardia di Finanza di Monza a carico di una donna della Sardegna e della amica e presunta complice di Bernareggio.

Truffa al pallavolista, sequestrate ingenti somme alle due donne indagate
Cronaca Monza, 28 Aprile 2022 ore 09:01

Migliaia di transazioni per un presunto importo complessivo di 600mila euro,  finite sul conto della finta modella brasiliana che aveva poi provveduto a girarne una parte alla presunta complice brianzola.

Le due indagate

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura della Repubblica brianzola, stanno dando esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale del capoluogo brianzolo, finalizzato alla confisca di denaro e altre disponibilità finanziarie nei confronti di due indagate residenti nelle province di Monza e Cagliari, quale profitto illecito di una presunta truffa aggravata e continuata. Si tratta di Valeria Satta, di Cagliari, che per anni si sarebbe spacciata per una modella brasiliana di nome Maya, e dell'amica Manuela Passero, di Bernareggio.

Il caso portato alla luce da "Le Iene"

La vittima è il pallavolista professionista Roberto Cazzaniga, di Villasanta.

Una vicenda che era balzata agli onori della cronaca nel novembre dello scorso anno a seguito di un servizio realizzato dalla trasmissione televisiva Le Iene a cui erano seguite le denunce di Cazzaniga e l'avvio dell'indagine a carico delle due donne che ora ha portato al sequestro preventivo effettuato dalla Guardia di finanza. Secondo quanto da lui raccontato, Cazzaniga avrebbe versato all'amica sarda, credendola la modella brasiliana, circa 600mila euro nell'arco di poco meno di 15 anni. Valeria Satta avrei poi girato parte di questa somma, circa 90mila euro, sui conti dell'amica di Bernareggio, che aveva messo in contatto il pallavolista e la finta modella.

Si era anche finta malata

Secondo le indagini, sono emersi diversi elementi indiziari atti a dimostrare come  la Satta, agendo sotto il falso nome della modella e grazie al concorso di Manuela Passero, avrebbe, con artifici e raggiri, dapprima instaurato e coltivato un rapporto telefonico costante fino a convincere Cazzaniga dell’esistenza della relazione, mostrando via social anche foto ritraenti una nota modella realmente esistente (Alessandra Ambrosio), per poi indurlo a contribuire alle spese mediche necessarie per far fronte a gravi patologie sofferte (di fatto inesistenti) o per superare presunte difficoltà finanziarie che avrebbero impedito alla ragazza anche l’acquisto di beni di prima necessità.

Circa 1.400 transazioni: confermato anche l'acquisto di un'auto

Nel corso dell’indagine,  sviluppata anche con accertamenti patrimoniali e finanziari e l’analisi di segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema di prevenzione antiriciclaggio, sono state ricostruite circa 1.400 transazioni attraverso le quali il pallavolista ha trasferito - tra il 2008 e il 2021 – sui conti  della finta modella sistematiche somme di denaro, in particolare mediante ricariche/bonifici su più carte postepay (generalmente, di importo variabile tra 200 e 3.000 euro), o con disposizioni di bonifico su conti correnti bancari e postali, oltre a provvedere all’acquisto di un’autovettura.

Circa 90mila euro girati all'amica di Bernareggio

Le somme così accreditate sono state quasi esclusivamente utilizzate da “Maya” per prelievi di denaro contante da vari sportelli bancari e postali, pagamenti on line e/o presso esercenti vari per spese voluttuarie. Parte delle somme, circa 90mila euro, secondo gli inquirenti, sono state trasferite a Bernareggio, a Manuela Passero, oltre che a persone rientranti nella sfera familiare della stessa indagata.

Manuela Passero, di Bernareggio, intervistata dalla Iene durante il servizio del novembre scorso che aveva portato alla luce la vicenda

La maggior parte delle somme ormai in prescrizione

Al termine delle indagini, in accoglimento della proposta di sequestro preventivo avanzata dalla Procura della Repubblica di Monza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale brianzolo ha adottato il relativo provvedimento ablativo, la cui esecuzione è in corso a cura delle Fiamme Gialle fino a concorrenza di circa 74 mila euro, corrispondente all’importo del profitto di truffa non ancora prescritto ai fini penali.

 

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