Truffa dello specchietto, beccati due malviventi che raggiravano gli anziani: uno è di Monza

I due soggetti, tra cui un 40enne di Monza, sono stati individuati mentre si apprestavano a compiere l’ennesima truffa ai danni di pensionati.

Truffa dello specchietto, beccati due malviventi che raggiravano gli anziani: uno è di Monza
Monza, 23 Novembre 2018 ore 13:19

Non si facevano scrupoli ad approfittare della debolezza e della buona fede delle loro vittime. Sempre anziane. Ma questa volta, fortunatamente, non l’hanno fatta franca. Sono stati infatti bloccati dagli uomini della questura di Lecco due malviventi, tra cui un 40enne di Monza, mentre si apprestavano a compiere l’ennesima truffa dello specchietto, ai danni di pensionati. Ieri mattina, infatti, la Polizia di Lecco è riuscita ad individuarli e bloccarli, sul corso Emanuele Filiberto di Lecco. I due malfattori già da svariati giorni molestavano gli anziani, inscenando un finto incidente automobilistico, ed estorcendo soldi per i danni.

I due erano noti alle Forze dell’Ordine

I pregiudicati sono B. A., classe ’78, residente a Monza e B. G., classe ’92, residente a Napoli. Sono stati trovati in possesso di materiale solitamente usato per lasciare i segni sulla vettura per simulare un incidente. I due si presentavano con il volto truccato per nascondere i tatuaggi ed essere così meno riconoscibili dalle vittime. Grazie al capillare sistema delle telecamere ed alle precedenti denunce è stato possibile ricollegare i fatti avvenuti nei giorni scorsi ai danni di tre ultra ottantenni.

Come funzionava la truffa dello specchietto

Ma come agivamo i truffatori? I malfattori distraevano la vittima, riportando dei segni sulla propria vettura, fingendo di essere stati appena urtati. Le vittime, intimidite dai toni aggressivi dei truffatori, consegnavano tutti i soldi che avevano con loro. I delinquenti, non contenti, costringevano inoltre gli anziani, con la minaccia di gravi conseguenze giudiziarie, a farsi dare altro denaro facendolo prelevare al bancomat più vicino. Per avvalorare la loro versione dei fatti, i truffatori contattavano telefonicamente un fantomatico vigile urbano che induceva la vittima a consegnare i soldi richiesti con altre minacce. Gli importi sottratti arrivano anche a 2500 euro per ogni vittima e le minacce perpetrate inducono gli investigatori a procedere per estorsione e non per una semplice truffa.

In attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine, i due sono stati denunciati alla competente autorità giudiziaria e, fortunatamente allontanati dalla provincia di Lecco con un foglio di via e divieto di ritorno emesso dal questore.

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