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In Brianza

Truffa sugli investimenti, arrestati nove imprenditori

Le illecite attività finanziarie ai danni di 2mila risparmiatori. Sequestro per 20 milioni di euro

Truffa sugli investimenti, arrestati nove imprenditori
Cronaca Monza, 14 Marzo 2021 ore 17:23

Utilizzando quattro società a loro riconducibili esercitavano illecite attività finanziarie. Nella mattinata di ieri, sabato 13 marzo 2021, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Monza, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare e sequestro preventivo del Gip del Tribunale di Monza nei confronti di nove soggetti.

Nove indagati

I nove  sono indagati, a vario titolo, per reati fiscali e associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, all’autoriciclaggio e alla bancarotta fraudolenta. Le indagini hanno consentito di accertare che gli arrestati, avvalendosi di quattro società agli stessi riconducibili, hanno esercitato, in assenza delle prescritte autorizzazioni, un’illecita attività finanziaria secondo il cosiddetto “schema Ponzi” e cioè promuovendo, attraverso simulati contratti di compravendita e/o locazione, prodotti finanziari a rendimenti elevati e ripagando
gli incauti investitori con fondi raccolti presso nuovi clienti. La restituzione degli interessi ai risparmiatori, tesa a incentivare la stipulazione di nuovi contratti, ha successivamente determinato il fallimento di due delle quattro società coinvolte nella frode.

Agivano sfruttando la tecnologia

Per la promozione dei prodotti finanziari – che venivano gestiti tramite una piattaforma informatica creata ad hoc – gli indagati si sono avvalsi di tecniche diversificate, sfruttando anche i social network e organizzando vere e proprie convention in Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna.
Il sodalizio criminale si caratterizzava per un’organizzazione dalla struttura piramidale, al cui vertice vi era il dominus delle società e ad un livello inferiore si ponevano i suoi più stretti collaboratori, i quali lo coadiuvavano nella gestione del citato sodalizio e promuovevano i prodotti nella piena consapevolezza dell’effettiva natura delle transazioni.
Nell’ambito delle investigazioni risultano, altresì, individuati 15 soggetti nominati “leader regionali”, i quali, pur avendo investito loro stessi somme nell’acquisto dei prodotti, si erano costituiti – per trarre a loro volta delle provvigioni – un proprio nutrito portafoglio clienti, coinvolgendo anche familiari e conoscenti.

La rete dei procacciatori

Vi era, inoltre, un ulteriore livello rappresentato dai procacciatori (circa 370), i quali, avendo anch’essi acquistato dei prodotti, si sono poi occupati di collocarne degli altri sul mercato, in cambio di una provvigione.
L’attività fraudolenta, perpetrata dal 2016 al 2018 e commessa ai danni di circa 2.000 risparmiatori – i quali hanno investito somme che oscillano da 5.000 a 600.000 euro – ha permesso agli indagati di raccogliere sull’intero territorio nazionale capitali per circa 20 milioni di euro.

Sequestro di 20 milioni di euro

Sono in corso di esecuzione le misure cautelari personali nei confronti di 8 soggetti, di cui 7 destinatari di custodia cautelare in carcere e 1 sottoposto agli arresti domiciliari nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni immobili e mobili e dei saldi attivi dei conti correnti fino a concorrenza di 20 milioni di euro.
Le operazioni sono in corso di esecuzione in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, con il supporto della Compagnia di Arezzo.

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