Covid e varianti

Un altro caso di variante Covid in Brianza

Si tratta di un soggetto rientrato dall'estero. Il caso accertato una decina di giorni fa.

Un altro caso di variante Covid in Brianza
Cronaca Brianza, 12 Febbraio 2021 ore 11:45

E’ stato accertato in Brianza un altro caso di variante Covid, forse di tipo inglese. A fine gennaio, sempre nella nostra provincia, erano stati accertati altri due casi.

Un altro caso di variante Covid in Brianza

Mentre cresce l’attenzione verso le varianti del Covid che si sono registrate in molte province lombarde, in Brianza è stato accertato un altro caso di variante legata al Covid-19.

In un primo momento sembrava si trattasse di variante sudafricana mentre dagli ultimi accertamenti sembrerebbe di tipo inglese.

Il laboratorio che si sta occupando delle indagini, sta completando tutti gli accertamenti necessari. Il caso è stato accertato una decina di giorni fa su un soggetto rientrato dal Regno Unito.

Attenzione per i focolai in Lombardia

Come dicevamo in Lombardia c’è preoccupazione per la crescita dei casi Covid legati alle varianti. In particolare quella inglese: a Bollate, ad esempio, su 59 persone positive al Covid, 3 casi sono di variante inglese.

C’è attenzione anche nella bergamasca dove la scuola media di Arcene e le due classi quinte delle elementari, resteranno chiuse “fino a data da definirsi” per un aumento preoccupante dei contagi in paese legato, in particolare, alla crescita dei casi Covid all’interno della scuola media.

Il sospetto che la virulenza ad Arcene sia il risultato di un focolaio, anche di varianza del virus, è fondato e ci deve responsabilizzare particolarmente anche in previsione delle vacanze di Carnevale” – ha spiegato il sindaco di Arcene.

Cosa prevede il protocollo

Il protocollo per la ricerca e gestione dei contatti di un caso Covid associato a varianti prevede norme ben specifiche, in particolare per Ats, impegnata nella ricerca e tracciamento di possibili nuovi casi.

In caso di casi Covid-19 sospetti/confermati da variante, si legge nella direttiva Ats, è fondamentale identificare tempestivamente sia i contatti ad alto rischio (stretti) sia quelli a basso rischio di esposizione. Ma soprattutto la ricerca retrospettiva non si ferma alle 24 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o l’esecuzione del tampone (se asintomatico) ma ripercorre i contatti degli ultimi 14 giorni.

Ai contatti accertati viene eseguito il prima possibile un test molecolare e uno successivo al 14esimo giorno di quarantena al fine consentire un ulteriore rintraccio di contatti, considerando la maggiore trasmissibilità delle varianti. Non è possibile interrompere la quarantena al decimo giorno.

 

 

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