Cronaca

“Un bene da tutelare”: al via la petizione per salvare la ciminiera dell’area ex Scotti

In poche ore raccolte oltre 400 firme, il Comitato promotore: "Preserviamo il passato di Monza"

“Un bene da tutelare”: al via la petizione per salvare la ciminiera dell’area ex Scotti
Cronaca Monza, 22 Gennaio 2021 ore 09:24

“Un bene da tutelare”: al via la petizione per salvare la ciminiera dell’area ex Scotti di viale Cesare Battisti, a Monza. A lanciare la raccolta firme su Change.org – che a oggi, venerdì 22 gennaio 2021, ha già raggiunto quota 414 – sono stati gli aderenti al Comitato Residenti Area Scotti guidato da Antonella Gaddi , da mesi impegnati a salvaguardare ciò che resta dell’ex feltrificio, il polo industriale dismesso ormai da decenni compreso tra le vie Cesare Battisti, Donizetti e Scarlatti e attualmente oggetto di un piano di recupero che poco piace agli aderenti del comitato stesso.

Un piano che prevede la realizzazione di tutta una serie di edifici destinati al residenziale, alcuni dei quali alti fino a 8 piani. Ma non solo. Tra gli interventi previsti c’è a anche l’abbattimento della ciminiera “che però rappresenta un vero e proprio patrimonio architettonico da salvaguardare”, sottolineano.

La petizione per salvare la ciminiera

Dopo una prima petizione (che ha raccolto oltre 3mila adesioni) promossa per far sì che le altezze dei palazzi venissero abbassate (da 10 piani si è passati a 8, “ma questo primo risultato non è ancora soddisfacente e continuiamo a lavorare affinché tali altezze vengano considerevolmente ridotte “), il Comitato ora vuole fare sentire la propria voce per quanto riguarda la ciminiera.

“La nostra maggiore preoccupazione ora riguarda la storica ciminiera di mattoni, alta 40 metri, presente nell’area, censita e classificata nella carta di Sensibilità Paesaggistica dei Luoghi come manufatto di archeologia industriale: quanto resta del glorioso Feltrificio Scotti – si legge nel testo della petizione – I progettisti intendono invece raderla al suolo per fare spazio ai casermoni, lasciando al suo posto un simbolico triste “sedime” in suo ricordo, confinato all’interno del giardino condominiale degli erigendi palazzoni, anziché consolidarla e recuperarla a beneficio della cittadinanza, come ad esempio è stato fatto per la ciminiera del Sito Unesco di Crespi d’Adda e per molte altre antiche ciminiere in mattoni in Italia e all’estero”.

“Un bene da tutelare”

Un manufatto da preservare, tutelare e valorizzare, dunque, “in quanto icona del luogo da oltre un secolo e unica testimonianza rimasta dello storico passato di Monza, “Città delle 100 ciminiere” e capitale mondiale del cappello, fino alla metà del’900. Erano 100, e ora potrebbe sparire anche l’unica rimasta in piedi nella sua interezza e pregevole fattura”.

Di qui l’appello a firmare la petizione: “Ci rivolgiamo alla sensibilità dei cittadini e amanti di Monza che ci hanno seguito finora per  sostenerci ancora affinché  la ciminiera “Scotti” sia mantenuta nelle sue dimensioni originarie, messa in sicurezza e valorizzata, e che possa essere affiancata anche da un  museo che raccolga i molteplici reperti esistenti, per tramandare la storia di un’epoca che ha fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo grazie al sapiente lavoro artigianale e industriale legato ai cappellifici e feltrifici, molto prima che vi rombassero i motori all’interno dell’Autodromo”.

 

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