Un Dalì inedito in mostra in Villa Reale

Dal 7 dicembre fino alla medesima data del 2021 l’affascinante piano Belvedere della Villa Reale, ospiterà 270 opere dell’artista catalano.

Un Dalì inedito in mostra in Villa Reale
Monza, 23 Novembre 2019 ore 10:37

Due anni per conoscere a fondo il sogno e la simbologia del grande surrealista Salvador Dalì.

La mostra in Villa Reale

Dal 7 dicembre fino alla medesima data del 2021 l’affascinante piano Belvedere della Villa Reale, ospiterà 270 opere dell’artista catalano.
Nuova Villa Reale Monza Spa, in collaborazione con Historian Gallery, presenta un progetto biennale di introspettiva sull’artista che porterà a Monza 270 opere tra volumi, litografie, serigrafie, xilografie, incisioni e pergamene che permettono al visitatore di immergersi negli aspetti più affascinanti del surrealismo.
Il sogno, la simbologia e l’inconscio prendono vita nelle tematiche più disparate: religione, letteratura italiana e internazionale, poesie, amore e uno spazio dedicato al pubblico adulto.

La religione e Dalì

Il viaggio nei meandri dell’inconscio inizia con le tavole della Biblia Sacra, 105 serilitografie uniscono il sacro alla simbologia daliniana, un ritorno alla fede dal sapore mistico e profondo.
Le sofisticate tecniche di serilitografia degli anni ‘60, arricchite dall’innovativa applicazione di inchiostri e vernici metallizzate, unite ai colori sgargianti, al tratto dell’artista e alla sua visione della spiritualità, garantiscono un connubio tra Sacro e Profano di forte impatto emotivo. La tematica della religione viene ripresa poi con il «Pater Noster», preghiera basilare del cristianesimo e fondamentale per l’animo redento di Dalì.
Le 9 litografie esaltano gli impegni e le richieste espresse con la preghiera, in cui l’artista manifesta gratitudine anche verso Papa Paolo VI, che ritroviamo raffigurato nella maggior parte delle tavole.

Romeo e Giulietta

La tragedia di William Shakespeare «Romeo e Giulietta» si anima invece nelle 10 serigrafie che trasportano il visitatore nel turbinio dell’amore travagliato dei due amanti.
La magnifica sala Belvedere viene ulteriormente arricchita dalle opere tratte dall’alchimia dei filosofi, un’analisi della misteriosa tecnica alchemica racchiusa in splendide pergamene, adornate da pietre preziose scelte appositamente dall’artista in fase di realizzazione.L’alchimista si fonde con l’artista, intraprendendo un percorso filosofico dalle radici centenarie, addentrandosi tra gli elementi dell’alchimia cinese, indiana, greca, araba, ebraica ed occidentale, giungendo alla massima conoscenza di sé.
Una sezione della mostra, invece, ha il compito di indagare il lato erotico dello stile di Dalì, dove le memorie di Giacomo Casanova e le poesie degli «Amori Gialli» di Tristan Corbière ci avvicinano alle sfumature dell’amore carnale, fisico e cortese da una parte e obbligatoriamente platonico dall’altra.

Dante

E infine la sua interpretazione di Dante, dove demoni, peccatori, penitenti e anime pure popolano la scena in un viaggio nei tre regni della «Divina Commedia» colmo di speranza, fatica e gioia. Si tratta di opere commissionate nel 1950, in vista del 700esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri. L’artista si immerse totalmente nel poema dantesco, elaborandone in modo intimo e personale le sfaccettature.Non si limitò a riprodurre ciò che Dante descrisse nella Divina Commedia, ma riuscì con il suo tocco unico a ridefinire il viaggio tra i dannati, i penitenti e i beati, scegliendo un momento, un personaggio o uno scenario per lui stimolante.
34 xilografie ripercorrono le tappe dei cerchi infernali,
33 illustrano il passaggio nel Purgatorio, racchiudendo il significato principale del percorso di purificazione di Dante e di Dalì stesso e infine si arriva al Paradiso, con i suoi colori abbaglianti, che trasmettono pace e beatitudine degne del regno dei cieli.

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