Memoria

Una Pietra d’inciampo per lo scrittore prigioniero nel lager

Cesano Maderno omaggia Leontino Bertaggia, internato militare italiano catturato dai tedeschi.

Una Pietra d’inciampo per lo scrittore prigioniero nel lager
Cronaca Seregnese, 22 Gennaio 2021 ore 12:18

A Cesano Maderno una Pietra d’inciampo dedicata a Leontino Bertaggia, internato militare catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre e fatto prigioniero.

Cesano Maderno, Leontino Bertaggia
Cesano Maderno, pietra d’inciampo per Leontino Bertaggia

La Pietra d’inciampo verrà posta al Villaggio Snia, dove Leontino Bertaggia viveva. Così il sindaco Maurilio Longhin:

“Per Cesano Maderno il progetto delle Pietre d’inciampo rientra in un percorso di pace e di memoria di cui siamo orgogliosi e che ha sempre visto la nostra Amministrazione molto impegnata, accanto a tanti attori civici, studenti e associazioni cittadine. Ringrazio i ragazzi e le ragazze delle nostre scuole e i loro insegnanti, in particolare degli istituti superiori Majorana e Versari e delle scuole medie Galileo Galilei e Salvo D’Acquisto”.

Il percorso di pace e memoria avviato dall’Amministrazione comunale ha visto nel  2019 un momento davvero emozionante con la mostra “Una valigia per Clara”, realizzata dai ragazzi del Majorana e del Versari e dedicata ad una cesanese speciale, Clara Levi, la cui tragica vita può essere avvicinata a quella di Anna Frank. Gli studenti della sezione di grafica dell’Istituto Majorana quest’anno hanno realizzato un video in cui si racconta il progetto delle Pietre d’Inciampo e la posa delle due pietre a Cesano, la prima nel 2019, dedicata al deportato politico Arturo Martinelli, la seconda nel 2020, dedicata a Clara Levi. Il video verrà trasmesso sui social del Comune il 27 gennaio, Giornata della Memoria.

La biografia di Leone Bertaggia

Leontino Bertaggia, classe 1921, era nato a Correzzola (Padova), ma ancora bambino si era trasferito a Cesano Maderno, dove il padre, Amedeo, grande invalido della Prima guerra mondiale, aveva trovato lavoro alla Snia Viscosa. Leontino, detto Leone, venne chiamato alle armi nel gennaio 1941 ed inviato sul fronte greco-albanese. Mancava da casa da più di due anni quando, nell’agosto 1943, dalla Grecia lo richiamarono in Italia per frequentare il corso da carabiniere nella Legione Territoriale di Milano. Non arrivò mai a destinazione: il 9 settembre venne fatto prigioniero dai tedeschi a Postumia (Slovenia). Venne internato a Marienburg, in Polonia, ed infine a Trier (Renania-Palatinato), dove venne impiegato nei lavori di manutenzione lungo la ferrovia. Morì il 4 aprile 1945 a Sangerhausen (Sassonia).

La passione per la scrittura

In tre anni di guerra e venti mesi di prigionia, Bertaggia mantenne una fitta corrispondenza con i genitori, i fratelli e le sorelle, la fidanzata Maria e gli amici più cari. Leontino scrisse oltre 2.000 lettere, tutte gelosamente conservate dalla famiglia, e, come ogni militare internato, fece molte richieste di cibo e indumenti, ma non mancò mai di chiedere pennini, inchiostro, quaderni, album da disegno e, soprattutto, romanzi, in particolare quelli d’avventura di Emilio Salgari.

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